«Subito la ciclovia sugli ex binari della Sangritana»

Lanciano, accolto con favore il dietrofront sul tram-treno Lavenum chiede «l’immediata apertura a ciclisti e pedoni»
LANCIANO. Sì alla pista ciclopedonale sull’ex tracciato della Sangritana. Viene accolta con entusiasmo la “virata” dell’amministrazione comunale e del sindaco Mario Pupillo sul progetto di tram-treno o metropolitana di superficie che era stato previsto da Tua per riutilizzare i binari ormai abbandonati. «Il futuro del nostro territorio e non solo», ha detto il primo cittadino nei giorni scorsi, «sono le ciclovie. Con la nascita della Via Verde della Costa dei trabocchi il turismo sostenibile esploderà, dobbiamo farci trovare pronti». «Con grande soddisfazione recepiamo le parole del sindaco», interviene il movimento Lavenum (Lanciano verso la nuova mobilità), «un’idea che sosteniamo da tempo e che avevamo già ipotizzato nel discorso complessivo della Ferrovia dei due mari». L’associazione chiede quindi «l’immediata apertura a ciclisti e pedoni dell’intera tratta di attraversamento urbano nel territorio di Lanciano, utilizzando a tal fine i 3 milioni di euro già disponibili, secondo quanto dichiarato dall’ex consigliere regionale con delega ai trasporti Camillo D’Alessandro». «Questi fondi», sostiene Lavenum, «servirebbero per i primi interventi al costo minimo chilometrico che prevedano anche le misure essenziali di sicurezza per questo tipo di transito, come lo smantellamento delle rotaie e la triturazione meccanica del sedime, copertura delle rotaie con ghiaia ed erba, altri sistemi di copertura che consentano di conservare la rotaia ad eventuali usi futuri che si riterranno opportuni». Per il sodalizio la nuova pista ciclopedonale potrebbe perfettamente fungere da “supporto” per la nascitura Via Verde. E un progetto già pronto per questo tipo di intervento l’ha sottoposto al sindaco e presidente della Provincia Pupillo un ex dipendente della Sangritana, Lucio D’Intino, tecnico del settore. «Una pista di questo genere», spiega D’Intino, «potrebbe essere spontaneamente integrata ad una elasticità strutturale intermodale come quella tra bici e bus. L’attuale gestione del trasporto pubblico urbano potrebbe essere migliorata gradualmente nel tempo con il rinnovamento del parco mezzi con ulteriori bus e minibus elettrici su quella che diventerebbe una rete di trasporto “a maglie”. Il percorso di questa pista dovrebbe svolgersi dal passaggio a livello di Marcianese fino alla zona artigianale del quartiere Santa Rita: su diversi punti del percorso la sede ferroviaria si allarga creando possibili aree di servizio per bici o di sosta con chioschi e piccole integrazioni di verde gestite dai privati. Un’operazione di questo tipo», prosegue D’Intino, «restituirebbe fluidità al traffico veicolare e in particolare a quello pedonale che ne guadagnerebbe in libertà, sicurezza e comodità. Urbanisticamente inoltre si verrebbe a creare l’auspicata “zona-cerniera” dell’ex ippodromo, allargata al piazzale della stazione e dando continuità a corso Trento e Trieste con via Del Mancino e via Del Verde che sarebbero così accorpate al centro della città. Sugli spazi del piazzale della stazione potranno sorgere parcheggi, area verde e quanto progettualmente un domani sarà necessario».
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