Suicidio Trotta, in aula sfilano 21 testimoni

Vasto. Morte in carcere del dirigente medico della Asl di Pescara arrestato: imputato un ex agente
VASTO. È cominciato ieri davanti al giudice Stefania Izzi, il processo a carico di Antonio Caiazza, ex assistente capo ora in pensione, coordinatore della polizia penitenziaria e addetto alla sorveglianza dei detenuti del carcere di Vasto, in servizio la notte in cui lo psichiatra Sabatino Trotta, 55 anni, dirigente medico dell'Asl di Pescara, si suicidò. L’ex addetto alla sorveglianza è accusato di omicidio colposo e omessa vigilanza perché non avrebbe impedito il suicidio di Trotta. Un’accusa che i difensori dell'imputato, gli avvocati Arnaldo Tascione e Marisa Berarducci rigettano con determinazione. «Caiazzo», ha rimarcato l'avvocato Tascione, «non aveva compiti straordinari di vigilanza, né aveva ricevuto ordini di servizio particolari. Quella notte svolgeva servizio ordinario». Insieme alla collega Berarducci, Tascione ha chiesto la consultazione di 11 testimoni - fra loro molti colleghi di lavoro - che chiariranno le funzioni di Caiazzo e la sua innocenza. Il giudice Stefania Izzi ha accolto la richiesta. I testimoni saranno ascoltati insieme ad altre 10 persone citate dal pm, Vincenzo Chirico, il 26 giugno nel corso della prossima udienza.
Trotta si tolse la vita il 7 aprile del 2021, poche ore dopo essere stato arrestato nell’ambito di un’inchiesta della procura di Pescara su una gara d’appalto da oltre 11 milioni di euro indetta dalla Asl per l’affidamento della gestione di residenze psichiatriche extra ospedaliere. In un primo momento gli imputati erano due: oltre all'agente era finita in giudizio anche la direttrice del carcere, Giuseppina Ruggero. La dirigente a gennaio è stata assolta con formula piena nell’udienza davanti al Gup. Tre delle parti civili costituite, cioè i genitori e il fratello di Trotta, avevano chiesto anche la citazione in giudizio come responsabile civile, del ministero della Giustizia, Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, in quanto datore di lavoro dell'imputato. Il giudice Pasquale ha rigettare la richiesta. Il ministero è stato quindi escluso dal processo. (p.c.)
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