Sul Corso le bambole che volano
Domani evento della Quaresima: i fantocci di pezza hanno poteri propiziatori, tolgono la jella
CHIETI. É antica, piena di fascino e di mistero, la festa delle bambole volanti di mezza Quaresima che torna a Chieti grazie al lavoro di alcune associazioni che si dedicano alla riscoperta del patrimonio culturale delle nostre tradizioni. Domani, 15 marzo, dalle 18 alle 20 attenzione a passeggiare per corso Marrucino perché ci si potrebbe vedere sventolare sulla propria testa una delle bambole volanti. Niente paura, però, perché il rito è propiziatorio, nonostante l’aspetto un po’ lugubre delle bambole di pezza. Volando sulla vostra testa, a metà tra la terra e il cielo, potranno assorbire malanni e negatività in agguato. Ovviamente le nere bambole di pezza non volano davvero, ma sono solo attaccate con un filo a una canna che sarà in mano a donne vestite in abiti della tradizione abruzzese. Il sindaco Umberto Di Primio ieri mattina ha voluto sperimentarne il potere facendo sventolare le bambole sulla cartina di Chieti, in modo da esorcizzare chissà quale “malanno elettorale” in agguato nel cielo teatino. Incontro ancora più inquietante sarà quello con le tre Parche, vecchie figure anche loro vestite di nero, con maschere terrificanti sul volto, che segnano il destino di ogni uomo. In mano hanno infatti una conocchia, un fuso e un paio di forbici. Una fila, l’altra tesse e l’ultima taglia il filo e rappresenta la morte. Arrivano dalla mitologia greca e, svelando la dinamica della vita, aiutano ad esorcizzare la paura della morte. E poi c’è la pupa quaresimale che viene tagliata a metà, visto che siamo esattamente a metà della Quaresima. Di qui il nome della manifestazione “Seghe la Vecchie a lu mezze” (dove la Vecchie sta proprio per la Quaresima) presentata ieri mattina dal sindaco Di Primio e dagli organizzatori del Laboratorio Tradizioni d’Abruzzo, rappresentato dal presidente Elvezio Di Felice e da Antonella Bascelli e Anna Schiazza, in collaborazione con il Centro di antropologia territoriale per il turismo della “d’Annunzio” del professor Francesco Stoppa, l’associazione teatina Camminando insieme, rappresentata da Anna La Rovere e Anna Vaccarella, la Compagnia del crocifisso di Chieti e l’associazione Fontevecchia di Spoltore, rappresentata da Luciano Troiano. Questa antica festa si tiene per tradizione la quarta domenica di Quaresima. Il suo simbolo è la pupa quaresimale che ha sette piedi, sette piume e sette lingue. I piedi rappresentano la transizione dal Carnevale alla Pasqua, ovvero le sette settimane di Quaresima. Le lingue sono simbolo di astinenza da determinati cibi, come la carne, e le piume indicano che si tratta di un periodo di castità temporanea. Riti antichi, di cui in molti casi si era persa la memoria, ma che hanno un significato profondo e che per questo motivo vanno recuperati. Si tratta dunque di un’operazione culturale, che va al di là degli aspetti goliardici e folcloristici. «Riti e tradizioni accompagnano l’uomo nel suo cammino di vita e lo aiutano a capirne il senso», ha spiegato Di Felice, «la nostra epoca ha perso molto di questo antico bagaglio culturale e per questo, con l’aiuto prezioso del professor Stoppa, stiamo cercando di riportarlo alla luce».
Arianna Iannotti

