«Sul progetto vogliamo vederci chiaro»

Impianto a Brecciaio. Nuovo Senso Civico: non basta l’archiviazione da parte della Regione, il piano potrebbe andare avanti
LANCIANO. Il progetto per la realizzazione di un inceneritore, in gergo tecnico “piattaforma tecnologica per la generazione e il recupero di energia da combustibili alternativi”, in località Breacciaio, Colle Campitelli di Lanciano, è stato definitivamente archiviato in seguito all’intervento del sottosegretario alla presidenza della giunta regionale, Mario Mazzocca. Il Comune di Lanciano, tramite il sindaco Mario Pupillo e l’assessore all'ambiente, Davide Caporale, esprime «grande soddisfazione» per lo stop ad un progetto che, da subito, «ha trovato la nostra netta e ferma opposizione espressa e manifestata a più riprese e in più occasioni al fianco dei sindaci del territorio interessati alla salute dei cittadini e in particolare con il sindaco di Sant’Eusanio del Sangro, Raffaele Verratti e con il sindaco di Castel Frentano, Gabriele D’Angelo«.
Ma l’associazione Nuovo Senso Civico (Nsc) avverte: «Attenzione, è proprio ora il momento di vederci chiaro». Questo perché, per gli attivisti di una delle associazioni che, assieme a Comitato No Inceneritore in Val di Sangro si è opposta fermamente alla realizzazione di un nuovo impianto potenzialmente pericoloso per ambiente e salute umana, «la vicenda della società Marcantonio sas è davvero oscura». Nsc fa riferimento alle due proroghe che la Regione, tramite i funzionari della Commissione tecnica Via, ha concesso alla ditta. «Nella nota della Regione del 30 maggio 2017», evidenzia l'associazione, «i funzionari scrivono: “Si comunica che in mancanza dell’invio della documentazione richiesta ad integrazione per l’esame della pratica stessa, entro 30 giorni dalla ricezione della presente, la pratica verrà archiviata d’ufficio senza ulteriore preavviso». Di qui la replica della ditta, dai «toni colloquiali imbarazzanti», fa notare Nsc, in cui la Marcantonio sas chiede di evitare il rigetto immediato della pratica e di sospendere l’iter del procedimento fino al 31 dicembre.
«La “preghiera” viene accolta il 5 luglio», ricorda l'associazione, «pur non sospendendo l’iter fino a fine anno i funzionari concedono altri 90 giorni annunciando perfino alla ditta che la pratica verrà comunque inserita all’ordine del giorno del Comitato Ccr-Via senza ulteriore avviso». Circostanze «gravissime» per Nuovo Senso Civico, che si riserva di presentare un esposto alla magistratura e che «confermano come in materia di procedura ambientale questa Regione usi le regole in maniera discrezionale. E se le associazioni non avessero vigilato?», si domandano i responsabili del sodalizio. «Il progetto sarebbe stato messo all’ordine del giorno del Comitato tecnico e sarebbe stato comunque approvato, magari solo con alcune prescrizioni. Tutto questo lascia interdetti. Eppure non basta. È’ sufficiente dire che il progetto non è stato fermato da chi doveva e molto tempo prima, cioè dalla Commissione tecnica Via regionale, ma dalla ditta stessa che il 6 ottobre scrive “di aver deciso di ritirare con effetto immediato il progetto e di non voler proseguire l’iter autorizzativo intrapreso”. Com’è possibile che dopo tanta insistenza la ditta abbia deciso repentinamente di abbandonare l’iniziativa? Forse era necessario spegnere i riflettori sulla vicenda? Forse qualcuno rischiava troppo?».
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