«Sul super ospedale nessuna bocciatura» Febo difende la scelta

Febbo (FI): Chieti e Pescara senza requisiti se presi da soli Il sindaco Di Primio: incontro chiarificatore al ministero
CHIETI. «Il Dea di secondo livello è già operativo. In un’unica parola esiste. Non solo: la riorganizzazione della rete ospedaliera regionale è stata la prima, in Italia, ad essere approvata dai tavoli tecnici ministeriali». Per il consigliere comunale del Partito democratico, Luigi Febo, dunque, il progetto dell’integrazione funzionale dei due ospedali di Chieti e Pescara non ha subito alcuna bocciatura ministeriale. Ma secondo Febo, che il progetto del super ospedale non sia stato stoppato è chiaro anche a chi dice il contrario, soltanto che, sottolinea polemicamente il consigliere, «in questo periodo si stanno definendo le varie candidature e così, invece di difendere gli interessi della comunità e del proprio territorio, si sceglie la via più semplice dell’attacco sistematico e quotidiano al governo della Regione». Febo inoltre ricorda che con questo progetto «Chieti vede aumentare i suoi posti letto da 386 a 498 e vede, oltre all’attivazione del polo cardiochirurgico con annessa Rianimazione altamente specialistica, la conferma di discipline ad alta complessità come la Terapia intensiva neonatale, la Chirurgia vascolare, la Chirurgia maxillofacciale, la Broncoscopia interventistica e la Chirurgia toracica solo per citarne alcune». Al consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo e al sindaco Umberto Di Primio, Febo «suggerisce» di non tener conto del parere ministeriale che ha rimesso in dubbio il progetto e, «per il bene dei nostri concittadini, proseguire sulla strada indicata dalla Regione. Fortunatamente il Dea di secondo livello esiste e questo grazie all’apertura del polo di cardiochirurgia che, a suo tempo, Febbo voleva trasformare nell’Ircss per anziani».
Il consigliere Febbo, intanto, approfitta della polemica per bollare la difesa del Pd del Dea di secondo livello come una «sceneggiata tardiva» e ricordare come «nessuno dei due ospedali di Chieti e Pescara, presi singolarmente, ha i requisiti idonei all’individuazione del secondo livello».
Interviene anche il consigliere comaunel di Forza Italia Emiliano Vitale che ricorda l’ordine del giorno già depositato per difendere la sanità teatina. «Se il Partito democratico volesse far del bene alla città», dice Vitale, «i suoi consiglieri comunali votino l’ordine del giorno presentato per impegnare il sindaco nel ambito del Comitato ristretto dei sindaci a chiedere modifiche all'atto aziendale della Asl al fine di ridare il mal tolto all'ospedale di Chieti».
Infine il sindaco Di Primio (FI) annuncia che ha chiesto un incontro ministeriale per far luce sulla vicenda del Dea di secondo livello, all’esito del quale ha intenzione di convocare il Comitato ristretto dei sindaci che dice di avere già riunito insieme al direttore generale dell’Azienda sanitaria locale, Pasquale Flacco. (a.i.)
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