Sul telefonino di un alunno c’è il video porno, via all’indagine

26 Marzo 2019

La madre di uno studente delle medie trova su Whatsapp un filmato con scene di sesso tra bambini Scatta la denuncia alla polizia postale: partono i controlli per scoprire come è finito sulle chat

CHIETI. Quel video pornografico stava facendo il giro dei telefonini, tramite Whatsapp, in una scuola media di Chieti. A prima vista sembrava “solo” il frame di un film a luci rosse, di quelli che si possono trovare con facilità anche sul web. L’orrore arriva pochi istanti dopo, quando si svelano i volti dei protagonisti: una bambina, che all’apparenza dimostra non più di dieci anni, mentre fa sesso con due ragazzini forse poco più grandi di lei. Nei giorni scorsi la mamma di un alunno ha visto le immagini scioccanti sullo smartphone del figlio. Ed è stata presentata una denuncia. Le indagini sono scattate immediatamente. In base a quanto emerso, già altre procure italiane hanno avviato accertamenti sul video e sono riuscite a identificare i minori coinvolti, tutti di fuori Abruzzo. In ogni caso la polizia postale di Chieti ha inviato una prima informativa alla procura per i minorenni dell’Aquila, competente per territorio. Verrà aperto un fascicolo e l’obiettivo è scoprire come il filmato sia finito sulle chat dei ragazzini.
Qualche giorno fa un tam tam incontrollato ha cominciato a diffondersi in città, a una velocità impressionante, tra i genitori di una scuola media: «C’è un video di sesso tra bambini». È bastato poco per rendersi conto che quelle scene raccapriccianti non sono state girate in ambiente scolastico, né vedono come protagonisti gli alunni della media teatina. Fatto sta che una mamma, giustamente allarmata, ha raggiunto gli uffici della Postale, in via Pescara: il filmato è stato subito acquisito. A quel punto è stata formalizzata la denuncia e sono iniziati gli approfondimenti che hanno visto in prima linea anche il Compartimento polizia postale e delle comunicazioni Abruzzo, che ha sede a Pescara, da cui la sezione teatina dipende. È emerso così che investigatori di altre regioni si sono già occupati proprio di quel video, arrivando a dare un nome ai minorenni filmati.
Nei mesi scorsi, immagini di sesso esplicito tra bambini sono circolate anche sugli smartphone di alunni di scuole elementari e medie delle province di Napoli, Firenze e Macerata: anche in quei casi a rivolgersi alla procura sono stati insegnanti e genitori, preoccupati per i video che giravano sulle chat dei loro bimbi. Gli inquirenti e gli stessi docenti hanno raccomandato a più riprese i genitori di controllare sempre gli smartphone dei figli, i messaggi che ricevono via chat e i contenuti a cui accedono quando solo soli. La Postale è da sempre in prima linea per insegnare ai ragazzi un uso responsabile di internet e dei social network. In questa terribile vicenda ci sono diversi profili penali: anche chi divulga il filmato potrebbe essere chiamato a rispondere di detenzione di materiale pedopornografico.