«Sull’ospedale attendiamo Regione e Asl»

Atessa. Dopo la fiaccolata il Comitato spontaneo insiste sul riconoscimento di presidio di area disagiata
ATESSA. «Adesso attendiamo fiduciosi l’attuazione di quanto chiesto in questi mesi di battaglia per il nostro ospedale». Il Comitato spontaneo in difesa del territorio, con portavoce Vincenzo D’Amario, torna sulla fiaccolata che si è svolta venerdì sera in piazza Garibaldi. «Occorreva dare un segnale forte alla Asl e alla Regione che per troppi mesi hanno latitato e dato risposte evasive mentre gli utenti brancolavano e brancolano ancora tra confusione e disservizi: troppo tempo si è girato intorno alla conferma del riconoscimento di area disagiata, per troppo tempo si è proposto altro, mentre il Comitato ha sempre tirato diritto ed è sempre rimasto fermo sulle proprie posizioni consapevole che per la legge Lorenzin l’ospedale di area disagiata rappresenta l’unica strada per mantenere il San Camillo nella rete ospedaliera regionale», dice in un comunicato il comitato. Che continua: «Con la fiaccolata abbiamo rimarcato questa certezza che sosteniamo dal 2017 e chiesto l’immediata attuazione. Sono mesi e mesi che assistiamo a proclami e promesse, fumo negli occhi e passerelle politiche. A noi servono delibere e atti aziendali. L’attesa è durata fin troppo, il territorio ha dato tanto e ora merita ciò che gli spetta».
Oltre al sindaco di Atessa Giulio Borrelli e agli amministratori locali, alla fiaccolata erano presenti: Gianni Bellisario (sindaco di Perano), Giuseppe Cavorso (vicesindaco di Roio del Sangro), Luca Conti (sindaco di Casalanguida), Anne Rose Del Peschio (vicesindaco di Pietraferrazzana), Nicola Di Fabrizio (sindaco di Montebello sul Sangro), Patrizia D’Ottavio (sindaco di Monteferrante), Nicola Iannone (sindaco di Tornareccio), Raffaele Nasuti (sindaco di Bomba), Antonio Pacella (vicesindaco di Quadri), Paolo Rossi (presidente del consiglio comunale di Altino), Arturo Scopino (sindaco di Montelapiano).
«Ringraziamo», conclude il comitato, «anche i sindaci Enrico Di Giuseppantonio, Tommaso Schips, Cristian Simonetti e Mario Troilo rispettivamente di Fossacesia, Mozzagrogna, Colledimezzo e Archi che, pur dando la loro adesione non sono potuti essere presenti e i partiti e i movimenti presenti (Pd, Mau, UxA e M5S).
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