Sulla bicicletta in tutta sicurezza

Iniziativa del Rotary in vista della partenza del Giro dall’Abruzzo
ATESSA. Giro d’Italia e sicurezza stradale: se n’è discusso nei giorni scorsi in una serata conviviale organizzata dal Rotary Atessa Media Val di Sangro insieme con il club Costa dei Trabocchi di Lanciano. Ospiti Danilo Di Luca, vincitore del Giro d’Italia 2007 (unico abruzzese nell’albo d’oro), Maurizio Formichetti, supervisore per l’Abruzzo di Rcs (la società che organizza il Giro), alcuni corridori abruzzesi che hanno raggiunto il professionismo: Tonino D’Alonzo, Marco Antonio Di Renzo e Moreno Di Biase.
Per quanto riguarda la partenza dall’Abruzzo del Giro, Formichetti ha convenuto come questa sia un’opportunità irripetibile per il ritorno turistico, economico e sociale. Introdotto dal presidente del club Nicola Priori e stimolati dal giornalista Nando Aruffo, direttore di Sportopolis.it, Danilo Di Luca ha ripercorso la carriera che lo ha portato a vincere corse importanti come: Giro di Lombardia 2001; Freccia Vallone, Amstel e Giro dei Paesi Baschi nell'annata 2005; Liegi-Bastogne-Liegi e Giro d’Italia nel 2007.
Durante la serata, il Rotary Club Atessa Val di Sangro ha avviato un progetto stradale in bicicletta sul tema “Pedalare tutti in sicurezza”, rivolto alle classi 4ª e 5ª della primaria di Atessa e Paglieta e che coinvolge anche i bambini con disabilità. Progetto che vede la disponibilità dell’ex corridore professionista Moreno Di Biase, istruttore accreditato Fci (Federazione ciclistica italiana). Fanno riflettere i decessi dei ciclisti sulle strade italiane (tra i quali i corridori Scarponi e Rebellin), dal 2018 al 2021 sono morti circa 220 ciclisti all’anno aumentati a 240 nel 2022. Toccante il ricordo di Tonino D’Alonzo, colpito dal decesso del nipote Lorenzo, travolto a 28 anni mentre tornava dal lavoro a casa in bicicletta lo scorso 29 dicembre. «Purtroppo», è stato affermato durante la serata, «ci sono alcuni importanti nodi da sciogliere. Mancano meno di tre mesi alla prima tappa del 6 maggio e la pista ciclopedonale dove passeranno i corridori nella cronometro inaugurale non è stata ancora collaudata. Così come non c’è ancora un piano logistico per l’accesso e il deflusso in sicurezza di migliaia di spettatori che convergeranno in pochi chilometri». Il ricavato della serata è stato destinato al progetto “Pedalare tutti in sicurezza”.
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