«Sulla sanità è tempo di agire»

2 Giugno 2017

Lettera di Liberato Aceto, presidente del consiglio comunale e medico

Sul tema sanità a Chieti, dopo il trasferimento del Punto prelievi dal policlinico all’ospedale vecchio, dal presidente del consiglio comunale, Liberato Aceto, medico chirurgo del Santissima Annunziata, riceviamo e pubblichiamo
«Quando ormai il discorso si è focalizzato sul project financing per la costruzione del nuovo ospedale per chi vive i molteplici e quotidiani problemi della sanità teatina, sia in qualità di operatore sanitario che di amministratore locale, che raccoglie le sollecitazioni di colleghi e cittadini che vivono sulla propria pelle i disagi che ne derivano, nasce forte l’impulso di chiedere a tutte le istituzioni, a tutte le forze politiche, a tutti i portatori di interessi di fare un passo indietro rispetto alle posizioni di parte. È come se fossimo in guerra! È giunta l’ora della chiamata alle armi, solo per difendere un bene comune: il bisogno di salute del cittadino. Tutti coloro che hanno un ruolo, che ricoprono una carica, me compreso, devono mettere da parte egoismi e campanilismi perché con la salute non si scherza. Di fronte ai problemi della sanità non devono esistere schieramenti, essa non è di destra, di centro o di sinistra. Tantomeno deve essere fonte di lucro per qualcuno. Nell’imminenza dell’ennesima celebrazione di un consiglio comunale straordinario sulla sanità a Chieti, che fa seguito a quello di Pescara di circa 20 giorni fa, ci troviamo di fronte a posizioni politiche divergenti e all’assenza di alcune istituzioni, come l’università. Mi rivolgo in particolare al nuovo rettore, il professor Sergio Caputi, affinché restituisca all’università quel ruolo guida che ha avuto negli anni passati in tema di sanità a Chieti. Sì, perché questa è la nostra università e con l’ospedale è il vero motore della nostra città. E la crisi di tali istituzioni oggi ha notevoli ripercussioni sul territorio.
Un’attenta riflessione deve portarci ad abbandonare i confronti campanilistici tra Chieti e Pescara, le divergenze sul project financing, la battaglia per un Dea di II livello tra due città tanto vicine. Chieti e Pescara possono e devono potenziarsi a vicenda, non combattendosi, ma confrontandosi e alleandosi, per far si che nasca un polo sanitario integrato con l’Università D’Annunzio che, anche per la favorevole posizione geografica, possa assumere il ruolo di centro di riferimento nazionale. Che il nostro ospedale abbia urgente bisogno di spazi, e quindi infrastrutture, è evidente, anche alla luce del recente riscontro di antistaticità e vulnerabilità sismica di una parte dello stabile in cui oggi esso si trova. Quindi c’è bisogno di costruire nuovi spazi o cercare di recuperare quelli che abbiamo e sono inutilizzabili, altrimenti non riusciremo più a rispondere in maniera adeguata alle richieste dell’utenza. Ma per fare ciò non dobbiamo neanche utilizzare metodi che possano gravare più di quanto accade oggi sulle tasche dei cittadini. Per quanto riguarda il DEA di II Livello, il Consiglio dei Ministri si è espresso nel senso che le due città di Chieti e Pescara, la prima in quanto sede dell’Università, devono entrambe essere sede di tale struttura. Al riguardo non ci sono dubbi… lo dice la Legge!
Piuttosto i dubbi vengono, se pensiamo al fatto che una contrapposizione sul project financing, con un esito finale che porti all’impossibilità di realizzare nuovi spazi a Chieti, e quindi a dover trasferire alcune strutture a Pescara, determini di fatto la creazione di un polo sanitario di riferimento solo sulla costa, come primo passo per il successivo trasferimento dell’Università da Chieti a Pescara. Se questo è quello che qualcuno vuole ottenere, tutta la città di Chieti, in qualsiasi forma ed espressione, deve combattere per impedirlo!
Ecco perché parlo di “chiamata alle armi” in senso figurativo: è tempo di agire!
Mi rivolgo oltre che ai cittadini di Chieti, alle istituzioni tutte, al sindaco, assessori consiglieri, nonché agli altri rappresentanti politici, a tutti i livelli, della mia città. Solo tutti insieme potremo affrontare una battaglia epocale per restituire a Chieti quel ruolo strategico e prestigioso che è anche nella sua storia millenaria e che negli ultimi tempi ha subito un netto ridimensionamento. Questo è il messaggio che mi preme diffondere nella mia città e che intendo far giungere a chi ha i ruoli e le competenze decisionali in materia sanitaria, ovvero la Regione. Sono convinto della buona fede di chi ricopre ruoli amministrativi e dirigenziali nelle istituzioni, ma la delicatezza della situazione attuale richiede il massimo impegno e la massima attenzione. Per tale motivo in qualità di presidente dell’assise civica è mia intenzione mettere in atto tutte le iniziative necessarie per affrontare le attuali problematiche sanitarie, affinché si possano determinare scelte giuste ed efficaci per dare risposta al bisogno di salute di tutti i cittadini, e non solo di quelli di Chieti».
Liberato Aceto