Suor Maria Felicia Il corpo riesumato e studiato da Capasso

7 Aprile 2018

La religiosa del Paraguay sarà beatificata il 23 giugno L’antropologo della D’Annunzio al lavoro sulla salma 

CHIETI. Si chiama Maria Felicia Guggiari Echeverria ma tutto il Paraguay la chiama affettuosamente Chiquitunga. È la prima beata della nazione e il suo corpo dal 30 marzo scorso si trova al Museo universitario della d’Annunzio, sotto la responsabilità del suo direttore, il professor Luigi Capasso.
A portarcelo è stato l’ambasciatore del Paraguay presso il Vaticano. In vista del processo di beatificazione che si concluderà il 23 giugno, lo scheletro è stato riesumato. Essendo parecchio compromesso a causa di diversi fattori, al professor Capasso è stato chiesto di procedere a pratiche conservative per far sì che potesse tornare in patria nelle migliori condizioni possibile. Quando il professore ha spiegato di non potersi recare in Paraguay, le autorità gli hanno detto che avrebbero portato da lui a Chieti la cassa dove riposa l’amata Chiquitunga, la prima donna paraguagia ad essere beatificata. Nata a Villarica il 12 gennaio 1925 e morta ad Asunción il 28 aprile 1959, Maria Felicia Guggiari Echeverria era una suora dell’ordine della Carmelitane Scalze. Papa Francesco l’ha voluta tra i beati dopo il riconoscimento del miracolo attribuito all’intercessione di suor Maria Felicia.
Il professor Capasso è stato molto onorato di ricevere la bara avvolta nella bandiera del Paraguay. Provvederà con la sua equipe ad eliminare dove è possibile i fattori di degrado presenti. «Lavoreremo a spron battuto», ha detto il professore, «perché il giorno della cerimonia di beatificazione, il 23 giugno, è molto vicino. C’è tutto il Paraguay che attende il ritorno in patria di quella che potrebbe diventare in futuro la prima santa paraguagia».
L’università d’Annunzio si conferma, dunque, centro di riferimento internazionale per la ricerca nel settore dell’antropologia fisica, vale a dire nello studio dei resti umani. Sotto la lente d’ingrandimento del professor Capasso sono già passati casi di grandissimo rilievo. Da quello della conservazione della mummia della Val Senales (che si trova al Museo Archeologico dell’Alto Adige di Bolzano). A quello della mummia dell’eroe nazionale libanese Youssef Bey Karam, primo teorico dell’indipendenza di quel paese, morto durante il suo esilio in Italia nel 1889. A quello infine delle indagini sulla morte del banchiere Roberto Calvi, trovato impiccato il 17 giugno del 1982 sotto il ponte dei Frati neri, a Londra.
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