Suriani: controlli anti-accattonaggio

21 Marzo 2015

VASTO. Gruppi di stranieri agli angoli delle strade. Mendicanti di tutte le età, spesso bambini, all’uscita delle chiese e dei market. Persone senza un nome nè una residenza che vivono di espedienti....

VASTO. Gruppi di stranieri agli angoli delle strade. Mendicanti di tutte le età, spesso bambini, all’uscita delle chiese e dei market. Persone senza un nome nè una residenza che vivono di espedienti. Stefano Suriani, dirigente della scuola di formazione politica Fo&Pa, invita l’amministrazione comunale a non sottovalutare il fenomeno strettamente legato alla questione sicurezza.

«Salutiamo con gioia la notizia della consegna dei lavori di videosorveglianza annunciata ieri dal sindaco Luciano Lapenna, anche se tale iniziativa da anni è stata sollecitata da varie forze politiche e sodalizi, e solo ora vede la luce», dice Suriani. «Ma ciò non basta per far sì che Vasto sia una città sicura e la sicurezza sia percepita da quanti ci vivono. C’è ancora molto e tanto da fare».

La questione sicurezza tiene banco in città da tempo e guadagna le cronache quando avvengono episodi inquietanti. Per garantire la sicurezza, a parere di Suriani oltre alla videosorveglianza è necessario censire gli abitanti che alloggiano nelle case del centro storico e della Marina, così come ha fatto la vicina San Salvo. «Vanno messe in campo azioni di valorizzazione e riqualificazione del centro storico in modo da renderlo vivo e vivibile, così come è avvenuto a Bari. Bisogna controllare quanti sono dediti all’accattonaggio e presidiare le zone calde della città», elenca Suriani. «Rendere Vasto sicura e fare in modo che la sicurezza venga percepita da chi la abita o da chi vorrebbe viverla e frequentarla, è un preciso dovere di chi amministra», insiste l’esponente di Fo&Pa. «Come possiamo pensare che Vasto possa attrarre i turisti se le cronache raccontano di episodi inquietanti che hanno come scenario la nostra città?» (p.c.)

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