Svastiche e scritte omofobe sulla scuola

Nel mirino la Cesarii, danneggiata anche una porta. Il sindaco: «Offesa la città». La preside denuncia, indagano i carabinieri
CHIETI. “Lasciate ogni speranza voi che entrate”. Così è scritto su un muro: è il benvenuto per chi arriva alla scuola elementare Cesarii, in via Paolucci, a un passo dalla villa comunale. Qui è entrato in azione un gruppo di vandali che ha rotto il vetro di una porta e deturpato esternamente l’edificio di proprietà comunale con svastiche, scritte omofobe e simboli anche contro le forze dell’ordine. La preside Simona Di Salvatore ha denunciato tutto ai carabinieri: ora sono in corso le indagini per dare un volto ai responsabili di un raid che indigna. Ieri mattina c’è stato il sopralluogo di personale scolastico, amministrazione comunale e tecnici: a breve, forse già domani, l’area dovrebbe essere ripulita.
Il sindaco Diego Ferrara ha tuonato: «È un’offesa alla città. Siamo senza parole di fronte a questo gesto e ai messaggi contro la polizia, contro la comunità Lgbtq, alle svastiche comparse in un luogo che appartiene a tutti e che, a maggior ragione, dovrebbe essere rispettato perché ogni giorno ospita i nostri bambini». Le scritte sono state vergate con vernice spray nera e rossa in un piazzale del primo piano, accanto a una scala di emergenza, e sulla pavimentazione esterna. Tutto lascia pensare all’iniziativa di giovani vandali e non a un raid mosso da ragioni per così dire politiche.
«I messaggi offensivi», ha proseguito Ferrara, «saranno rimossi in modo da restituire alla scuola un posto pulito e senza alcun tipo di segno e ipoteca, con muri che non offendano la dignità di nessuno e, soprattutto, non diano visibilità alla stupidità di chi pensa che l’odio sia uno strumento per cambiare in meglio il mondo. Come amministrazione assicuriamo la massima collaborazione per giungere all’individuazione dei responsabili. Dopo tutti i rilievi di rito ripuliremo le scritte, coinvolgendo anche associazioni che si sono offerte di collaborare, come ha fatto quella de “la Gente d’Abruzzo”. Chieti è di tutti, il suo futuro è inclusivo e con un passato di storia, cultura e bellezza, senza ombre. Con queste premesse costruiremo la rinascita della nostra città in questo periodo difficile».
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