Sveliamo in anteprima i segreti dell’ex Bucciante

Viaggio all’interno dell’ospedale militare che diventerà la nuova biblioteca Domenica, dalle 10 alle 13, i cittadini potranno ammirare dal vivo le stanze
CHIETI. Entriamo nel cuore della futura Cittadella della cultura, la ex caserma Bucciante alla villa comunale. La sveliamo in piccoli assaggi fotografici, in attesa che il “Comitato cittadino per la salvaguardia e il rilancio della città di Chieti” domenica prossima riapra fisicamente per davvero i cancelli dello storico edificio. L’appuntamento è fissato per domenica mattina dalle 10 alle 13. Già nel 2012, grazie agli attivisti del Fai, il Fondo Ambiente italiano, le inferriate dell’allora Ospedale militare si erano spalancate per permettere ai tanti curiosi ed appassionati di poter visitare le stanze dell’antico convento di Sant’Andrea, risalente al XIV - XV secolo. Secondo alcune fonti l’edificio, chiamato anche degli Zoccolanti, sarebbe stato fondato nel 1420 in una zona che allora era quasi aperta campagna. Sarebbe diventato poi sede dei Frati minori osservanti detti anche Zoccolanti. Nel 1456 il convento ospitò il duca di Calabria, il futuro Alfonso II, che vi istituì la propria residenza. Nel 1623 il chiostro del convento venne ornato di affreschi che si possono ancora vedere. Nei primi decenni del diciassettesimo secolo il pittore Sebastiano Majeski, di origine polacca ma stabilitosi nel Teramano, realizzò nell’edificio alcune pitture a fresco. Col passare degli anni il convento, grazie alla sua ricchissima biblioteca, divenne un centro di cultura, condizione che si vuole di ristabilire anche ai giorni nostri. La biblioteca conteneva alcuni salterii membranacei, di cui uno miniato, tutti risalenti alla metà del quindicesimo secolo, che prima del crollo della biblioteca provinciale erano tutti conservati alla “De Meis”. Fa piacere ora pensare che, dopo tante traversie, le antiche pagine possano tornare nella loro sede naturale, grazie al fatto che la biblioteca provinciale a sua volta potrà tornare ad avere una sede degna del suo nome, dopo il crollo avvenuto nella notte fra il 2 e il 3 giugno del 2005. Dopo la soppressione degli ordini e delle corporazioni religiose sancito nel 1866, il convento venne chiuso e trasformato in una caserma, mentre la chiesa ad esso annessa diventò un ospedale. Nel 1871 venne istituito l’Ospedale militare dipendente dal IX Corpo d’Armata di Bari, nel 1877 un Regio decreto riconobbe la Divisione dell’ospedale militare di Chieti la cui storia arriva fino ai giorni nostri. La chiusura del Dipartimento di medicina legale fu decretata nel 2013. Da allora il Comitato cittadino che riunisce 76 associazioni, si è dato da fare perché l’edificio potesse recuperare quella vocazione culturale che aveva avuto sin dall’inizio, raccogliendo 8.050 firme a sostegno dello spostamento della biblioteca provinciale nella ex caserma. Nell’attesa di poter riaccogliere i libri, domenica prossima i visitatori potranno ammirare le volte dipinte, gli affreschi, i bassorilievi, i pavimenti di pregio, le lunghe scalinate, la cappella interna e gli ampi spazi percorsi dalla luce.

