Sventato l’assalto con l’esplosivo: la banda di ladri messa in fuga

9 Agosto 2020

I malviventi iniziano a picconare il bancomat per inserire l’ordigno, ma sono costretti a scappare  Decisivi l’allarme lanciato dai residenti e l’intervento dei carabinieri. Sequestrata una delle auto

RAPINO. Ore 3.45: la banda che assalta i bancomat con l’esplosivo entra in azione alla filiale Ubi di Rapino. Ma i malviventi, almeno due, vengono messi in fuga – prima che raggiungano il loro obiettivo – dai residenti e dai carabinieri della compagnia di Chieti, guidati dalla tenente Maria Di Lena. Il senso civico dei cittadini e l’intervento tempestivo dei militari dell’Arma hanno un doppio effetto. Il primo: sventare un colpo da decine di migliaia di euro che avrebbe messo a potenziale rischio anche la sicurezza di chi vive vicino alla banca, perché i banditi erano pronti a utilizzare la marmotta, un pericoloso ordigno artigianale, a forma di pala, che s’infila nella fessura di erogazione delle banconote. Il secondo risultato è aver sequestrato, dopo un inseguimento, una delle auto usate per il tentato furto: i componenti della gang potrebbero aver lasciato tracce utili alla loro identificazione.
A notte fonda, i banditi arrivano nel cuore del piccolo centro pedemontano a bordo di una non meglio identificata auto scura e di una Hyundai Ix 35 bianca, rubata lo scorso giugno a Pesaro e ripresa dalle telecamere del Comune installate all’ingresso del paese. Si dirigono subito al civico 10 di via Maiella, dove si trova lo sportello automatico di Ubi Banca. Uno dei ladri scende e, a colpi di piccone, inizia a danneggiare la fessura di erogazione delle banconote, in modo tale da rendere più agevole l’utilizzo della marmotta. Ma il piano dei malviventi, all’improvviso, va in fumo: alcuni residenti, svegliati dal rumore, si affacciano sul balcone e gridano, spingendo i delinquenti ad allontanarsi a tutta velocità anche se a mani completamente vuote. Dopo l’allarme dato al 112, la risposta dell’Arma è immediata. Mentre i carabinieri della stazione di Rapino si precipitano all’esterno della banca, quelli del nucleo operativo e radiomobile di Chieti intercettano la Hyundai sulla fondovalle Foro e iniziano un inseguimento all’altezza del territorio comunale di Vacri. All’interno della macchina c’è solo uno dei malviventi, lo stesso che è stato sorpreso dai cittadini mentre picconava il bancomat. Il ladro imbocca una stradina di contrada San Vincenzo, sterrata e senza uscita, che porta a una villa: arrivato davanti all’ingresso, abbandona l’auto e si dilegua nelle campagne circostanti facendo perdere le sue tracce. Di altezza media, è vestito di scuro, indossa un cappello e ha il volto coperto con una sciarpa. Le ricerche in zona scattano subito. In contemporanea, sotto il coordinamento della tenente Di Lena, partono le operazioni di bonifica, perché c’è la possibilità che l’ordigno sia ancora dentro la Hyundai. Interdetta un’ampia area, le quattro persone che vivono nella villa vengono evacuate, mentre sul posto arrivano anche gli artificieri del comando provinciale dei carabinieri, i vigili del fuoco e gli operatori del 118 con un’ambulanza. È l’alba quando inizia l’ispezione del veicolo. La marmotta non c’è: è probabile che il bandito l’abbia gettata durante la fuga in macchina. La seconda ipotesi è che sia stata caricata sull’altra auto dei ladri. Gli investigatori trovano nella Hyundai un piede di porco, un piccone, un’ascia e, soprattutto, una batteria per auto da 90 ampere, che sarebbe servita per accendere l’ordigno. A metà mattinata, il ladro fuggito a piedi viene segnalato nei campi dai cittadini di San Vincenzo, ma quando arrivano i carabinieri si è già dileguato. La caccia ai banditi continua: particolari decisivi potrebbero arrivare dalle immagini delle telecamere e dall’analisi delle celle telefoniche.