Svuota il conto di un 80enne: a processo

Per l’accusa ha falsificato le firme all’anziano per prelevare e investire 54mila euro. L’azienda chiede i danni d’immagine
LANCIANO. A processo perché avrebbe svuotato il conto corrente di un anziano. Approfittando della buona fede di un 80enne avrebbe falsificato le sue firme e fatto operazioni e investimenti sul suo conto facendo sparire 54.000 euro. Il giudice per le udienze preliminari Marina Valente ha rinviato a giudizio al prossimo 3 dicembre F.F., 35 anni, di Lanciano ex dipendente di un ufficio postale cittadino accusata di truffa, sostituzione di persona e falso in atto pubblico.
La storia risale al marzo dell’anno scorso quando l’anziano fu chiamato dal direttore dell’ufficio postale dove aveva il conto: gli chiedeva il motivo di tre grosse operazione fatte in pochi giorni. Prelievi, bonifici e movimenti da 35.000, 16.000 e 3.000 euro. In totale avrebbe prelevato 54.000 euro; i risparmi di una vita. L’anziano, rappresentato dall’avvocato Dalila Di Loreto, è però caduto dalle nuvole a queste richieste, non avendo preso un solo euro dal conto. Visto l’ammanco si è così rivolto al sostituto procuratore Serena Rossi che ha aperto le indagini. La Procura, nell’udienza preliminare di ieri, ha sostenuto di fronte al giudice l’azione truffaldina dell’imputata, difesa dai legali Alessandro Troilo e Carmine Di Risio. Per l’accusa l’impiegata invitando nei giorni 6, 16 e 23 marzo 2018 l’anziano correntista alla sua postazione, gli avrebbe detto di dover sottoscrivere dei moduli relativi a non meglio precisati versamenti. L’anziano, che si fidava di lei visto che le si rivolgeva sempre per chiedere informazioni e gestire il conto, ha così inserito il suo postamat nel pos e digitato il pin mettendo a disposizione dell’impiegata la cifra di 54.000 euro. Inoltre il 23 marzo la donna avrebbe falsificato la firma dell’80enne su una distinta di versamento fatta in suo favore (da qui le accuse di sostituzione di persona e falso). Appena scattate le indagini l’impiegata - alla quale è stato sequestrato il conto corrente dove c’erano solo 8.000 euro - è stata sospesa dal lavoro e poi licenziata. Provvedimenti impugnati in tribunale.
«La dipendente è estranea alle accuse», dice l’avvocato Troilo, «lei è una consulente non era allo sportello e non maneggiava soldi. Non poteva prelevarli, spostarli, compito invece di chi è allo sportello e del direttore. Poi ci sono i registri che evidenziano, ad esempio, che il versamento di 16mila euro sul suo conto è stato fatto ore prima che arrivasse l’anziano nel suo ufficio. Erano donazioni di famigliari e giustificheremo i flussi di denaro perché non c’è stata alcuna truffa. Ho chiesto al giudice anche indagini suppletive proprio per evidenziare queste discrasie, lo faremo a processo». Posta italiane si è costituita parte civile chiedendo un risarcimento per danni di immagine.
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