«Sì a un ospedale del territorio»
La proposta di Caramanico per la riconversione del presidio di Guardiagrele
GUARDIAGRELE. Il consigliere comunale Franco Caramanico, accompagnato dall’avvocato Rita Tabacco, si è incontrato nei giorni scorsi nella sede pescarese della Regione Abruzzo con la commissione Sanità per esporre la condizione in cui versano gli ospedali di Guardiagrele, Ortona e Tagliacozzo. I due, dopo aver rimarcato la «drammatica» situazione della sanità a livello nazionale, hanno contestato le direttive della Regione Abruzzo: «Nonostante le raccomandazioni della Corte dei Conti nel 2015 a limitare i tagli dei posti letto per evitare un ulteriore aumento di spesa sanitaria, con la programmazione», dicono, «si è invece attivato un numero di posti letto pari al 3,35/mille (inferiore allo standard del 3,7/ mille) lasciando nel cassetto 433 posti letto ancora da attivare».
Secondo Caramanico, «le scelte del governo regionale in materia di posti letto hanno determinato una ripartizione assolutamente assurda, non coerente con i bacini di utenza, con la provincia di Chieti che registra un numero di posti letto inferiore di 958 e L’Aquila, Teramo e Pescara che hanno invece rispettivamente 170, 87 e 364 posti in più». Caramanico e Tabacco hanno successivamente ricordato che la programmazione ha anche riscontrato l'opposizione da parte della quasi totalità dei presidi ospedalieri oggetto di interventi di riconversione, come Guardiagrele, Popoli, Atessa, Penne, Tagliacozzo, Ortona e, ultimamente, anche Casoli che, dopo diversi anni dalla riconversione in Pta, proprio in questi giorni, ha richiesto l’attivazione di un ospedale per area disagiata. Per Caramanico e Tabacco, «la programmazione non è stata poi in grado di dare risposte adeguate ai problemi della regione come le liste di attesa, la mobilità passiva e la sicurezza delle aree interne, specialmente dopo la tragedia di Rigopiano»: «Va infine ricordato», ha concluso Caramanico, «il mancato rispetto della legislazione regionale vigente, in particolare della legge regionale 5/2008 sul Piano sanitario regionale e della legge regionale 6/2007 sul Riordino della rete ospedaliera che prevedeva per i piccoli ospedali la riconversione in ospedali di territorio, con la presenza del Pronto soccorso e con posti letto di medicina a supporto dell’emergenza urgenza, in grado di garantire la sicurezza delle zone interne».
Giovanni Iannamico
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

