Sì al legittimo impedimento degli avvocati

Firmato a Lanciano il primo protocollo in Abruzzo che “giustifica” l’assenza dei legali in casi particolari
LANCIANO. Firmato ieri a Lanciano il protocollo d'intesa sul riconoscimento del legittimo impedimento per gli avvocati tra il tribunale di Lanciano, rappresentato dal presidente Riccardo Audino, la Procura della Repubblica con il capo Mirvana Di Serio, l’ufficio del giudice di pace con il coordinatore Massimo Canosa, il Consiglio dell'ordine degli avvocati con il presidente Antonio Codagnone, il comitato per le pari opportunità con il presidente Quirino Ciccocioppo e la presidente della Commissione pari opportunità della Regione, Maria Franca D'Agostino. Firme che ratificano i casi di legittimo impedimento, cioè dell’impossibilità per gli avvocati di essere in aula, o i casi in cui questi, in particolare ad esempio le avvocatesse in stato di gravidanza hanno la “precedenza” nei vari uffici.
«Una firma che in un certo senso ci amareggia anche», dicono Audino e Di Serio, «perché basterebbe avere e mettere in pratica un po' di buon senso». Che è invece mancato in alcuni casi finiti anche sulle cronache nazionali e hanno portato ora alla firma di questo protocollo, il primo in Abruzzo con la Commissione pari opportunità della Regione. «Purtroppo ci sono casi dove non è stato rispettato il legittimo impedimento», spiega D’Agostino, «e ricorrere a protocolli, anche se avviliscono il buon senso, è necessario come forma di tutela». È il caso accaduto all'avvocatessa Ilaria Salamadra, 39 anni, a cui i giudici di Roma, il 14 aprile scorso, hanno detto "no" alla richiesta di legittimo impedimento presentata perché il figlio di due anni doveva essere sottoposto a un esame al Bambino Gesù. Con il protocollo c’è una maggiore tutela della maternità, come della paternità, dell’assistenza e cura di familiari minori, portatori handicap, in caso di grave patologia oncologica e patologie invalidanti. Ad esempio si impegnano i giudici a fissare udienza e disporre rinvii per legittimo impedimento anche per la gravidanza, in caso di ricovero del neonato, di adozione. Può essere presentata istanza per avere precedenza nella trattazione dei casi per l’allattamento, per malattia dei figli sotto i 3 anni. Precedenza anche negli uffici di cancelleria. Insomma norme di buon senso codificate per evitare che diritti vengano calpestati anche se non ci devono essere abusi, perché ad esempio «i difensori devono accettarsi che il rinvio non provochi grave pregiudizio alle parti in causa». (t.d.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

