Sì del Consiglio giudiziario: Spiniello rimane presidente

CHIETI. Geremia Spiniello può restare a Chieti. Il Consiglio giudiziario della Corte di appello dell’Aquila (composto da magistrati e avvocati del distretto) ha dato parere positivo (a maggioranza)...
CHIETI. Geremia Spiniello può restare a Chieti. Il Consiglio giudiziario della Corte di appello dell’Aquila (composto da magistrati e avvocati del distretto) ha dato parere positivo (a maggioranza) alla prosecuzione dell’incarico di Spiniello quale presidente del tribunale di Chieti per altri quattro anni. Il parere, che ora dovrà essere esaminato dal Consiglio superiore della magistratura cui spetta l’ultima parola, è arrivato dopo che il consiglio aquilano ha sentito i pareri del procuratore capo Pietro Mennini e del consiglio dell’ordine forense teatino, presieduto dall’avvocato Pierluigi Tenaglia. In sostanza i rappresentati dei protagonisti dell’attività giudiziaria teatina. Che, entrambi positivi, hanno puntato, soprattutto quello degli avvocati, sulla operosità del giudice anche nelle criticità in cui versa in generale la giustizia e in particolare quella teatina che soffre di carenze strutturali.
La procedura di valutazione della presidenza di Spiniello rientra nella regola. Dopo quattro anni di presidenza di un magistrato, il Csm deve valutare il lavoro da questi svolto e semmai ci fossero condizioni ostative alla prosecuzione della sua funzione. La valutazione è stata fatta relativamente al lavoro svolto nei quattro anni effettivi. Quindi fino all’ottobre scorso. Il Consiglio giudiziario non ha tenuto conto del periodo in prorogatio. In questo arco di tempo è iniziato in corte di Assise il processo per la discarica di Bussi. La Corte di appello dell’Aquila ad aprile ha accolto la richiesta di ricusazione avanzata dagli avvocati della difesa per una frase detta dal presidente Spiniello ai cronisti, poco prima dell’inizio del processo: «Daremo giustizia al territorio». I giudici aquilani motivarono l’accoglimento della ricusazione ritenendo che «i timori degli imputati circa la sussistenza dei requisiti di terzietà e d’imparzialità del presidente Spiniello» fossero «oggettivamente giustificati».©RIPRODUZIONE RISERVATA

