Tacconelli: donne in Comune? Una svolta

5 Febbraio 2015

La responsabile giovanile di Giustizia sociale: la doppia preferenza di genere è opportunità unica

CHIETI. È il momento che anche palazzo D’Achille torni a parlare al femminile per riscattare quell’immagine indegna che i recenti fatti di cronaca hanno ritratto ma che non appartiene alla gloriosa memoria della nostra città». Serena Tacconelli, responsabile giovanile di Giustizia sociale, spera che le prossime elezioni comunali possano segnare una svolta per la politica teatina in termini di aumento del numero di rappresentanti del gentil sesso all’interno dell’assise civica. Le nuove modalità di voto introdotte rendono possibile tale auspicio. «Per la prima volta a Chieti ci si potrà avvalere della “doppia preferenza di genere” che permetterà all’elettore», spiega Tacconelli, «di esprimere due preferenze, anziché una come fin ora accaduto, purché riguardanti candidati di sesso diverso». Un’opportunità significativa per inserire, in concreto, le cosiddette quote rose nella politica teatina. Una battaglia, al momento, soltanto abbozzata nel corso delle varie amministrazioni comunali che si sono alternate a palazzo d’Achille. «Siamo di fronte ad un’occasione ghiotta da non sottovalutare», aggiunge Tacconelli, «per tutte quelle donne che vorranno cimentarsi con l’esperienza delle elezioni. Al contempo ci sarà la possibilità, davvero unica, di provare a rafforzare e stabilizzare quegli equilibri, troppo spesso precari, tra le rappresentanze di genere nelle amministrazioni pubbliche». Ma il voto doppio di genere non ha un significato meramente femminista. Bensì asseconda la richiesta crescente di partecipazione alla vita politica locale anche delle donne. «Che spesso sono», precisa Tacconelli, «professioniste affermate, madri e mogli». Da qui l’appello rivolto dalla grintosa responsabile giovanile di Giustizia sociale agli elettori teatini che saranno chiamati alle urne a maggio per eleggere il nuovo sindaco e la nuova squadra di governo della città. «Il Comune di Chieti», dice Tacconelli, «deve tornare a parlare al femminile anche per scrollarsi di dosso le ultime vicende di cronaca che non hanno nulla a che vedere con la storia dell’antica Teate». (j.o.)

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