Tagli a ospedale e ambulatori stasera il caso in Comune

29 Luglio 2019

GUARDIAGRELE. Il consiglio comunale torna a riunirsi questa sera alle 20.30 per discutere sul tema della sanità e del presente e futuro dell’ospedale Santissima Immacolata. «Abbiamo ritenuto di...

GUARDIAGRELE. Il consiglio comunale torna a riunirsi questa sera alle 20.30 per discutere sul tema della sanità e del presente e futuro dell’ospedale Santissima Immacolata. «Abbiamo ritenuto di convocare urgentemente l’assemblea civica», spiega il sindaco Simone Dal Pozzo, «soprattutto di fronte alle mancate risposte dell’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì e del presidente Marco Marsilio che abbiamo incontrato lo scorso 17 giugno. Da parte loro abbiamo potuto leggere solo delle indiscrezioni apparse sulla stampa, noi invece abbiamo la necessità di avere un’indicazione chiara e, soprattutto, avere la possibilità di dire la nostra in un momento che sembra decisivo». Il consiglio guardiese espresse una posizione unanime a partire dal 2015: qualificare il presidio locale come un ospedale di area disagiata e superare le mancanze sempre più gravi con la diagnostica e gli ambulatori ridotti ormai ai minimi termini. «Questa posizione», continua Dal Pozzo, «è stata mantenuta nel corso degli anni. E ora è il momento decisivo perché sembra si stia lavorando a una proposta da presentare all’inizio della prossima settimana. Noi», aggiunge ilsindaco, «abbiamo chiesto di dare corso ad alcuni atti che a fine legislatura, a gennaio scorso, erano stati finalmente emanati e, a questo punto, attendiamo le risposte».
Nel consiglio di questa sera si andrà con un documento che servirà a ribadire la stessa posizione: «La linea che manteniamo resta la stessa di sempre, non l’abbiamo mai abbandonata. La difesa di una sanità pubblica che funzioni», sottolinea Dal Pozzo, «non è per noi un fatto nuovo. Ad agosto 2010, quando la giunta di Gianni Chiodi scrisse per la prima volta la parola “chiuso” sul presidio di Guardiagrele, iniziammo una lotta che non è mai finita e che oggi assume un carattere decisivo perché si colloca nel quadro della vicenda delle autonomie differenziate. Il panorama attuale», conclude, «è quello di un deserto quasi totale, destinato ad aggravarsi ancora di più a causa di un programma, quello delle intese sull’autonomia delle grandi regioni del Nord, che ci auguriamo non approdi all’esito che, purtroppo, appare all’orizzonte».
Giovanni Iannamico