Tagli ai costi del personale Così la Pulchra resta in vita

5 Aprile 2016

La società pubblico-privata che gestisce il servizio rifiuti rischiava lo scioglimento Salvata grazie alle spese ridotte per dipendenti e compensi degli amministratori

VASTO. La Pulchra non verrà sciolta. La società pubblico-privata, finita nel piano di razionalizzazione approvato nel 2015 dalla giunta municipale, continuerà ad avere il Comune come socio di maggioranza, grazie ai risparmi di gestione dovuti alla diminuzione delle spese per il personale e alla riduzione dei compensi agli amministratori. A decretare il salvataggio della Pulchra, costituita il 20 luglio 1998 tra il Comune e la Sapi srl di Giovanni Petroro, è una relazione che porta la firma del sindaco Luciano Lapenna, della segretaria generale Rosa Piazza e del dirigente dei servizi finanziari, Vincenzo Marcello. Dopo aver esaminato la partecipazione del Comune nella Sasi e nell’Isi (società in liquidazione dove l’ente detiene una piccola quota pari al 3,61%), la relazione -che è stata inviata alla sezione regionale di controllo della Corte dei conti dell’Abruzzo- si concentra sulla Pulchra spa, in cui il pubblico detiene il 51% del pacchetto azionario, mentre il privato è socio di maggioranza con il 49%. L’analisi verte, in particolare, sul costo del personale preso dalle agenzie interinali, passato dalle 284.076 euro del 2014 alle 196.913 euro del 2015, con un risparmio di 87mila euro e sui compensi agli amministratori. Anche in questo caso si registra una diminuzione della spesa, passata dalle 37.591 euro del 2014 alle 30.105 euro del 2015. La riduzione dei costi, in questo caso, è stata determinata dalla spending review che si è abbattuta sul consiglio di amministrazione, formato da due funzionari comunali, Fernando Scampoli e Simona Di Mascio, rispettivamente presidente e membro del Cda e dall’amministratore delegato Paola Vitelli (espressione del privato).

La Pulchra era finita nel piano delle società che dovevano essere sciolte al fine di conseguire il contenimento della spesa e il buon andamento della pubblica amministrazione, sulla scorta di recenti disposizioni di legge che dettano i criteri generali per giungere alla riorganizzazione delle partecipate. Le più a rischio sono quelle «non indispensabili al perseguimento delle finalità istituzionali». Non è il caso della Pulchra, nata 18 anni fa, sotto la gestione dell’ex sindaco Giuseppe Tagliente, per la gestione del servizio di igiene urbana, voce che, insieme a quella relativa al conferimento dei rifiuti nell’impianto di Valle Cena del Civeta, assorbe buona parte delle risorse del bilancio comunale. Negli ultimi anni la Pulchra ha allargato la sua sfera d’azione, pur restando nell’ambito della mission aziendale, occupandosi della raccolta differenziata che a giugno prenderà il via alla Marina, quartiere rimasto finora fuori dal servizio porta a porta. ©RIPRODUZIONE RISERVATA