Tagli in ospedale e gpl D’Ottavio pronto a dire no

Ortona, il sindaco esce allo scoperto su due temi molto sentiti dalla cittadinanza «Contrario alla chiusura di Pediatria. Sui depositi di gas valutiamo ogni dettaglio»
ORTONA. Contrario alla chiusura della Pediatria e in una fase di valutazione per quanto riguarda il possibile insediamento del deposito di gpl nell’area portuale. Esce finalmente allo scoperto il sindaco di Ortona, Vincenzo D’Ottavio, che dice la sua su due temi caldissimi per la città.
Cosa pensa il primo cittadino della perdita di un altro reparto del Bernabeo e del progetto della Seastock srl per lo stoccaggio del gas di petrolio liquefatto? Il sindaco rompe il silenzio degli ultimi tempi ed espone le sue opinioni in merito: «La chiusura della Pediatria, dopo quella del Punto nascita, è una decisione del governo regionale che non condivido. Spero che sia finalizzata davvero all’uscita dal commissariamento, perché in caso contrario si sarebbe trattato di un sacrificio sanitario inutile», ammette D’Ottavio. «Sul deposito di gpl, invece, l’amministrazione sta valutando attentamente ogni aspetto». In merito i cittadini e i portatori d’interesse continuano a far pervenire le osservazioni al progetto: «I riscontri che avremo dai formulari saranno certamente un altro motivo di riflessione», aggiunge il sindaco. «Il porto ha una vocazione commerciale, e se l’impianto sarà realizzato non dovrà interferire con le normali attività».
Da mercoledì scorso, intanto, l’ospedale ha perso la Pediatria. E mentre D’Ottavio sostiene di non essere d’accordo su questa scelta della Regione, ecco cosa dice il Comitato di Ortona che lotta a difesa dei servizi essenziali del Bernabeo: «Nel documento redatto e firmato, con la nostra collaborazione, dai medici di base ed ospedalieri, finalizzato a richiedere al commissario ad acta Luciano D’Alfonso, tramite l'assessore alla sanità, Silvio Paolucci, il congelamento dei decreti di chiusura di Pediatria, Medicina e Geriatria e del Pronto soccorso del nostro ospedale, manca la firma del dottor D’Ottavio. Quale primo cittadino», rincara la dose il comitato, «non solo non si è mai esposto con azioni concrete per la difesa dell’ospedale e del diritto alle cure della cittadinanza, ma con il suo inspiegabile rifiuto a firmare il documento ha gettato la maschera, confermando che insieme alla sua maggioranza è stato fin dall’inizio d’accordo con quelle scelte studiate a tavolino per azzerare l’offerta sanitaria essenziale del comprensorio».
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