Tagli in ospedale, il sindaco non ricorre al Tar

18 Ottobre 2016

Ortona. Il consigliere comunale Cieri accusa D’Ottavio: in aula aveva sostenuto il contrario

ORTONA. È scaduto il termine per l’impugnativa davanti al Tar Abruzzo del decreto commissariale n.79 della Regione sul riordino della rete ospedaliera. E il consigliere comunale di Forza Italia, Tommaso Cieri, punta il dito contro il primo sindaco Vincenzo D’Ottavio sulla mancata presa di posizione. Il tema sanità continua a tenere banco negli ambienti cittadini e politici di Ortona, e D’Ottavio torna ad essere criticato. È Tommaso Cieri ad andare all’attacco: «Il sindaco ancora una volta ha dimostrato di fare finta di tutelare gli interessi degli ortonesi», accusa il forzista. «Infatti, nonostante si fosse dichiarato favorevole ad impugnare davanti al Tar il decreto commissariale n.79 della Regione Abruzzo del 21 luglio, e in tal senso avesse votato assieme a tutta l’assemblea civica un ordine del giorno che lo impegnasse a proporre ricorso giudiziario, ha lasciato trascorre infruttuosamente i termini previsti per il ricorso senza fare alcunchè».

Il 12 ottobre, come dichiara lo stesso Cieri, sono scaduti i termini per la proposizione di tale ricorso e nessun incarico pare sia stato affidato. «Questa inadempienza», tuona il consigliere di minoranza, «comporta gravi conseguenze per la città, che ora deve subire, senza neppure dimostrare le proprie ragioni, le nefaste conseguenze derivanti dall’applicazione del decreto regionale di riordino della rete ospedaliera».

Un provvedimento discusso che «come ampiamente acclarato», prosegue Cieri, «snatura la nostra struttura ospedaliera rendendola praticamente inutilizzabile come struttura di territorio, con tutte le conseguenze che già si conoscono, ovvero la chiusura di numerosi reparti e soprattutto del pronto soccorso».

L’esponente di Forza Italia, poi, torna a parlare del primo cittadino D’Ottavio sostenendo che «tale grave inadempienza dimostra ancora una volta, ove ce ne fosse bisogno, come viaggi su una lunghezza d’onda diversa dal consiglio somunale e quindi dalla città di Ortona disattendendo quanto in esso viene deciso».

L’ulteriore beffa, secondo Cieri, arriva dagli sviluppi che di fronte al Tar stanno avendo altre realtà, «anche di dimensioni inferiori alla nostra come ad esempio Gissi», conclude il consigliere forzista.

«Il Tribunale amministrativo regionale ha riconosciuto come diritto preminente da tutelare su tutto, il diritto alla salute. Pertanto», chiosa Cieri, «ogni altro commento appare superfluo». (a.s.)

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