Tagli sulle dune, multati quattro albergatori

23 Luglio 2014

Interventi sulla vegetazione protetta senza rispettare l’ordinanza del Comune ma non ci sono denunce

VASTO. Hanno tagliato la vegetazione più del consentito, senza però alterare lo stato dei luoghi, circostanza che avrebbe fatto scattare la denuncia penale. Sono riusciti a cavarsela con una sanzione amministrativa di poche centinaia di euro i quattro operatori turistici che non hanno rispettato l’ordinanza del Comune.

Il provvedimento, firmato dal sindaco Luciano Lapenna, vieta interventi sulla fascia dunale e sulla tipica vegetazione, ad eccezione di quelli preventivamente autorizzati e che non comportano manomissioni ambientali perseguibili penalmente. Le violazioni amministrative sono state accertate dalla polizia municipale che ha effettuato quattordici controlli mirati lungo la pista ciclabile di Vasto Marina che costeggia un rarissimo ambiente dunale tutelato da leggi nazionali e da disposizioni dell’Unione europea, trattandosi di una riserva naturale e di un sito di interesse comunitario (Sic).

In quel tratto lungo quattro chilometri insistono alberghi, campeggi, residence e altre strutture ricettive. Gli agenti, coordinati dal tenente Antonio Di Lena, hanno ispezionato tutta l’area costiera per verificare se gli operatori turistici si sono attenuti alle disposizioni legislative e in particolare all’ordinanza del Comune che vieta interventi sulla fascia dunale e sulla tipica vegetazione, ad eccezione di quelli preventivamente autorizzati e che non comportano alterazione dello stato dei luoghi.

I controlli hanno accertato quattro violazioni per un totale di 600 euro. Le sanzioni amministrative, per importi che vanno da 100 a 500 euro, sono scattate per quegli operatori che hanno tagliato la vegetazione più del consentito, pur non configurandosi il reato di manomissione ambientale perseguibile penalmente. Solo in un caso è stata accertata la mancata comunicazione preventiva che l’ordinanza sindacale rende obbligatoria.

«Il fenomeno, che qualche anno fa aveva raggiunto dimensioni allarmanti, è stato ricondotto a livelli tollerabili», spiega il tenente Di Lena, «dai controlli non sono scaturite denunce penali come in passato, ma solo sanzioni amministrative. Gli operatori si sono adeguati anche grazie all’azione di vigilanza avviata nel 2012».

Fin qui i controlli della polizia municipale che in questi anni è spesso intervenuta anche in seguito alle segnalazioni di cicloamatori. È però innegabile che l’ambiente dunale della riserva della Marina, in alcuni tratti fortemente antropizzato, andrebbe valorizzato con interventi di riqualificazione e rinaturalizzazione.

Anna Bontempo

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