Tagliati i piccoli interventi Oltre 200 pazienti in attesa

16 Gennaio 2016

Incinta aspetta di togliere un’unghia da tre mesi, per un’ernia ne passano otto La Asl aveva promesso quattro nuovi anestetisti, ma ne arriveranno solo due

LANCIANO. Al quinto mese di gravidanza attende da novembre attende la chiamata per un piccolo intervento di onicectomia all’alluce sinistro. Da tre mesi prende gli antibiotici prescritti per via dell’infezione che ha al dito del piede e non vede via d’uscita al problema. La sua è un’attesa senza fine, assieme a quella di oltre 200 utenti che hanno bisogno di interventi chirurgici in day surgery a Lanciano. Interventi non complessi a cui prima erano dedicate ben quattro sedute operatorie ad Atessa -dove gli interventi ambulatoriali si effettuano il martedì- e che oggi al Renzetti si fanno una volta a settimana. Se va bene. Mancano gli anestesisti e, quindi, si dà la precedenza agli interventi complessi, mentre quelli più semplici, per assurdo, restano al palo. Per un’ernia si aspettano anche otto mesi.

LA PROTESTA. «Vado avanti da novembre con gli antibiotici per l’infezione che ho al piede», lamenta la gestante, F.G., di Lanciano, «da quando in seguito a una consulenza chirurgica mi avevano messo in lista per un intervento di onicectomia dell’alluce sinistro. Un’operazione piccola e molto veloce da fare ma, essendo in gravidanza, non era possibile ambulatorialmente. Devo farla in sala operatoria sotto il controllo dell’anestesista. Ero la numero 289 della lista che pare, ...sia sparita». La donna racconta che della lista non c’è traccia e che ormai al Renzetti le hanno detto che si fanno solo i “grandi interventi”. «Giorni fa mi hanno detto che sarei stata operata ad Atessa», riprende la donna, «dove però mi hanno ribadito che era impossibile perché le sale operatorie sono chiuse. Ho richiamato Lanciano e alla fine mi hanno detto che per queste piccole operazioni non c’è una data certa, perché non possono disporre della sala operatoria impegnata per le operazioni grandi, e che non potevano farmi niente; se avessi avuto problemi potevo rivolgermi al pronto soccorso. A questo punto mi sento presa in giro», dice la donna, «sono iscritta da novembre in una lista che effettivamente nessuno guarda e essendo in gravidanza al quinto mese sono sottoposta ad infezioni per un così lungo periodo di tempo. Cosa fare?».

GLI ANESTESISTI. Quello della futura mamma non è un caso isolato, purtroppo. Al Renzetti le sale operatorie non lavorano a pieno regime perché i quattro anestesisti che il 28 ottobre scorso l’assessore alla sanità, Silvio Paolucci, e il direttore della Asl, Pasquale Flacco, avevano assicurato che sarebbero arrivati in città entro 40 giorni, non ci sono. A lavoro sono in 15, non in 19 come promesso. Un anestesista a tempo determinato arriverà il primo febbraio ma non basta. Dal 16 dicembre al Renzetti c’è la guardia attiva anestesiologica, importante passo in avanti per la sicurezza perché si può operare anche di notte, in urgenza, avendo a disposizione una equipe. Ma, di fatto, scopre i turni di medici e infermieri durante il giorno. E le liste di attesa per operazioni programmate di Chirurgia e Ortopedia si allungano di mesi. Prima tra Lanciano e Atessa si effettuavano nove sedute chirurgiche, oggi solo cinque e per un numero maggiore di utenti e di interventi in urgenza. Prima c’erano quattro sedute di day surgery oggi una. I conti non tornano: servono medici e infermieri in sala operatoria. Flacco assicura che a breve arriveranno due anestesisti a Lanciano e due a Vasto, e che ci sarà una seduta operatoria aggiuntiva al Renzetti. Basterà per far scorrere le liste degli interventi programmati?

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