Taglieri: serve una nuova legge sui trabocchi

San Vito Chietino. Il consigliere regionale M5S: manca una normativa organica su queste strutture
SAN VITO CHIETINO. «La giunta regionale deve aprire un tavolo di confronto con tutte le parti interessate, dai traboccanti alla Capitaneria di porto, dal Demanio ai Beni culturali, fino ai Comuni per arrivare alla stesura di una legge organica e definitiva sui trabocchi». È l’interpellanza che ha depositato il consigliere regionale Francesco Taglieri (M5S) che già nei giorni scorsi aveva sollevato il problema trabocchi, parlato di abbandono delle strutture da parte della Regione, di una «legge fatta dalla Lega, la “salva trabocchi”, impugnata davanti alla Corte costituzionale che non ne definisce una volta per tutte l’identità, chiarendo quali iniziative sono attuabili oltre quella di macchina da pesca, in che modalità e per quanti mesi l’anno».
Torna all’attacco Taglieri portando il caso in consiglio regionale dopo alcune dichiarazioni dell’assessore al demanio marittimo, Nicola Campitelli che, sul Centro, aveva spiegato che «si stava lavorando ad una legge per definire i trabocchi come strutture identitarie del territorio» e che si era arrivati alla «esclusione di queste macchine dall’applicazione dell’autorizzazione sismica».
«I trabocchi sono uno dei riferimenti turistici e culturali più caratteristici dell’Abruzzo», dice Taglieri, «eppure ancora oggi manca una legge organica sul tema. Le giunte regionali che si succedute, di centrodestra e centrosinistra, hanno reso le norme ancora più complicate e, in certi casi, inapplicabili. È il caso dell’impugnazione della legge salva trabocchi approvata dalla maggioranza lo scorso anno, o il problema dell’esclusione dei trabocchi dalla autorizzazione sismica: tenere presente solamente la sicurezza statica, in una Regione che è seconda per rischio sismico in Italia, è un azzardo».
Che fare? Per il consigliere regionale serve una legge nuova «che armonizzi i riferimenti regionali con quelli nazionali e tenga di conto delle istanze di ogni soggetto interessato: dai traboccanti alla Capitaneria, dal Demanio ai Beni culturali, fino ai Comuni. Da qui la richiesta di un tavolo di confronto immediato». (t.d.r.)
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