Tamburi e bandiere per l’addio a Marfisi

22 Marzo 2021

La grande famiglia del Mastrogiurato si stringe intorno al presidente morto a 69 anni: «Porteremo avanti la tua missione»

LANCIANO. Lo squillo di chiarine, il rullo di tamburi e lo sventolio delle bandiere. Il gonfalone e poi le rose rosse, le calle, le orchidee a coprire la bara chiara. È l’omaggio dei ragazzi degli Alfieri e tamburi del Mastrogiurato e degli Sbandieratori e musici di Lanciano a Danilo Marfisi, presidente, anima e cuore, per 21 anni dell’associazione Il Mastrogiurato che ha perso la vita venerdì scorso all’età di 69 anni, a causa di una malattia. Ieri è stato il giorno dei funerali nella chiesa dello Spirito Santo. E quello squillo e quel battere hanno scandito anche la vita di Marfisi, ex funzionario di banca, padre premuroso e anima del Mastrogiurato. «Nel Vangelo di oggi si parla del chicco di grano», dice il parroco don Nicola Giampietro, «se questo chicco caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Una frase che sintetizza la vita di Danilo, uomo dal grande spessore umano, culturale, spirituale e civile. Danilo la vita non l’ha trattenuta a sé ma donata alla terra frentana che ha tanto amato e fatto conoscere nel mondo. Si è consumato per il sociale contro l’arte dell’improvvisazione e dei continui mutamenti. Lui vedeva molto lontano, parlava in modo misurato, aveva una grande cultura e ora la sua opera dovrà dare frutti».
Tanti gli attestati di stima, amicizia, cordoglio verso un uomo mai sopra le righe, generoso e cordiale. Sono giunti anche da Ungheria (era cittadino onorario di Visegrad), Germania, Spagna, Francia, Portogallo, Polonia, Slovenia, Romania, nazioni con cui Marfisi negli anni ha creato una rete di rapporti. E alcuni messaggi li ha letti in chiesa Mario La Farciola, vice presidente dell’associazione e amico fraterno di Marfisi fin dagli anni ’80 in cui entrambi facevano teatro dialettale. C’è il messaggio di Mario Da Costa, presidente della Confederazione europea manifestazioni storiche (ruolo che Marfisi ha ricoperto nel 2014-2017) che lo ricorda come «uomo forte, dedito a grandi cause, pilastro della Confederazione». C’è Bernd Gerversmann della Federazione tedesca che sottolinea «il suo essere europeo convinto» e c’è Antonella Didonè, presidente della Federazione italiana giochi storici, che di Danilo ricorda il suo «essere amico, confidente, custode prezioso di tanti progetti legati alle rievocazioni, determinato, entusiasta». Poi il ricordo di La Farciola è una promessa: «Porteremo avanti quello che hai costruito, anche se senza di te non sarà più lo stesso. Ora l’ultimo corteo lo starai organizzando in paradiso con gli altri». A chiudere le parole del sindaco Mario Pupillo. Poi l’ultimo squillo di chiarine e rullo di tamburi e il feretro che lascia la chiesa avvolto nel drappo bianco e rosso delle bandiere del Mastrogiurato.