Tamponi, niente risultati da 15 giorni

15 Aprile 2020

Una madre: «Mia figlia dal 10 marzo ha la febbre ma la risposta non arriva». In attesa anche il personale del Renzetti

LANCIANO. «Attendiamo il responso del tampone fatto da mia figlia il 31 marzo. Avremmo già finito la quarantena e mia figlia anche l’isolamento dopo aver ricevuto cure appropriate, invece viviamo in un’attesa senza fine: un incubo». Pesano sulle famiglie lancianesi i ritardi negli esiti dei tamponi, problema denunciato dal sindaco Mario Pupillo. Al Centro regionale di Pescara si sono aggiunti prima l’Istituto Zooprofilattico di Teramo e da poco l’Università di Chieti ma sono tanti i tamponi da analizzare; da qui le attese che arrivano a 12-14 giorni. Intanto si registra un nuovo decesso a Rocca San Giovanni, il terzo per Covid-19 in paese.
QUESTIONE TAMPONI. Attende dal 31 marzo l’esito del tampone sull’eventuale positività al coronavirus. A vivere l’incubo della mancanza di risposte ai sintomi del Covid-19come febbre e perdita del gusto è una 19enne lancianese; con lei, però, a soffrire, c’è il resto della famiglia. E sono i genitori a chiedere come sia possibile, dopo 14 giorni, non avere ancora il responso del tampone. Sono persone responsabili, e quindi sono a casa, ma in teoria potrebbero uscire anche per fare solo la spesa perché non sono sottoposti a quarantena visto che non c’è l'esito del tampone alla ragazza. «Mia figlia», racconta la madre che è in ferie visto che non può giustificare l’assenza dal lavoro per la quarantena, «sta male dal 10 marzo scorso. Febbre non altissima ma persistente, lievi difficoltà respiratorie, dissenteria a cui si è aggiunta poi la perdita del gusto. Il medico curante dopo una prima terapia decide di farle fare il tampone: un’impresa. Riusciamo a farlo dopo 21 giorni, il 31 marzo, appunto. Da allora attendiamo il responso. Non si dorme da giorni per la paura di crisi respiratorie improvvise, per la febbre che per fortuna ora sta passando, per il fatto che non sta seguendo una terapia appropriata. Non è possibile attendere tanti giorni per un test: avrebbe finito l’isolamento e noi la quarantena se fosse arrivato il responso nei tempi giusti. E un incubo vivere nell’attesa». Il caso non è purtroppo isolato; ci sono persone, anche personale dell’ospedale Renzetti, che hanno avuto il risultato dopo 12 giorni. C’è uomo che ha scoperto 2 giorni fa di essere positivo al Covid-19 dopo aver fatto il tampone il 28 marzo scorso. E la chiamata per la quarantena da parte della Asl per la moglie ci sta, però per trasformare in isolamento e sorveglianza attiva perché la donna ha febbre altissima e altri sintomi Covid-19: sta attendendo che le facciano il tampone. «Ho scritto alla Asl, alla Regione: non posso che sottolineare per l’ennesima volta i ritardi ingiustificati e insostenibili dei risultati dei tamponi», dice il sindaco Mario Pupillo, «vogliamo risposte più rapide come ci sono in altre regioni, per i pazienti, per le famiglie. La situazione va normalizzata».
UN ALTRO MORTO. Continuano purtroppo i decessi causati con il Covid-19. A Rocca San Giovanni la comunità piange la scomparsa di Arnaldo Di Paolo 83 anni, al clinicizzato di Chieti dove era ricoverato da alcuni giorni. «Esprimiamo le più sentite condoglianze alla famiglia», dice il sindaco Gianni Di Rito, «Arnaldo è un altro pezzo della storia di Rocca che se ne va. Persona squisita, conosciutissimo anche per la macelleria in centro, era sempre cordiale, simpatico. Era una persona allegra, ci mancherà». Oltre al terzo decesso nel paese, la Asl ha segnalato al sindaco anche un nuovo caso di contagio: ora sono 7. «Ribadisco però che tutti i pazienti positivi di Rocca hanno contratto il virus nelle strutture ospedaliere», chiude il sindaco.
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