Tangenti al cimitero, prime condanne

18 Giugno 2021

In 4 dicono sì al patteggiamento: pene fino a due anni. Altri 13 rinviati a giudizio per i presunti favori nelle sepolture

VASTO. Quattro patteggiamenti e 13 rinvii a giudizio. È quanto deciso ieri dal giudice del tribunale di Vasto Fabrizio Pasquale davanti al quale sono comparsi i 17 indagati dell’operazione Eterno riposo. Il Comune di Vasto si è costituito parte civile. Tre delle persone accusate di presunte tangenti per le sepolture al cimitero sono ex dipendenti comunali, Antonio Recinelli, Luisito Lategano e Franco D’Ambrosio. Altri 14 sono cittadini. I legali di Recinelli e Lategano, gli avvocati Massiiliano Baccalà e Alessandro Orlando, hanno chiesto e ottenuto di patteggiare la pena: i due sono stati condannati a 2 anni di reclusione. Anche due beneficiari dei favori cimiteriali, assistiti dall’avvocato Roberto Cordisco, hanno patteggiato una pena di sei mesi. Franco D’Ambrosio, assistito dall’avvocato Antonello Cerella, e altri 12 cittadini sono stati rinviati a giudizio. Il processo per loro è stato fissato al 12 ottobre.
I difensori avevano presentato al gip numerose eccezioni che sono state tutte respinte. A chiedere il rinvio a giudizio dei 17 indagati è stato il procuratore capo di Vasto, Giampiero Di Florio. La decisione del magistrato è arrivata dopo le indagini condotte dagli uomini del commissariato di Vasto, diretti da vicequestore aggiunto Fabio Capaldo. Il magistrato ha ritenuto importanti i risultati delle verifiche fatte dalla polizia anche all’interno di alcune tombe vicine all’ingresso principale del cimitero. Gli agenti del commissariato sono scesi addirittura sotto terra per verificare le tumulazioni. L’approfondimento di indagine ha portato alla svolta.
L’inchiesta è stata avviata tre anni fa e ha smantellato una presunta gestione parallela del cimitero. Oltre ai riscontri e alle verifiche sono stati numerosi anche gli interrogatori. L’indagine è culminata con l’arresto dei tre dipendenti comunali e l’invio di 14 avvisi di garanzia. Ieri per i 17 gli accusati c’è stata l’udienza preliminare. Ad accompagnare gli indagati uno stuolo di avvocati. I tre ex dipendenti comunali hanno sempre negato di avere preteso o indotto i cittadini a versare denaro per tumulazioni, esumazioni e trasferimento delle salme. Secondo la Procura, al contrario, gli accusati lucravano, acquisendo la disponibilità dei loculi attraverso attività cimiteriali irregolari. I tre, secondo l’accusa, avrebbero chiesto da 150 a 700 euro per ridurre in urne cinerarie le salme anche quando lo stato degenerativo non lo consentiva. I 14 cittadini, intercettati dalla polizia mentre parlavano con gli arrestati, avrebbero descritto comportamenti quantomeno discutibili.
©RIPRODUZIONE RISERVATA