Tangenti per Sabatino La pm nomina l’esperto

Il consulente dovrà «scaricare» gli hard disk di cellulari e computer sequestrati E uno degli indagati nomina l’ingegnere informatico dell’omicidio di Garlasco
CHIETI. Davide Ortolano, esperto informatico di Pescara è stato nominato ieri mattina dalla sostituto procuratore Lucia Anna Campo che sta indagando sul caso del professor Giuseppe Sabatino, primario (ora sospeso) di Neonatologia del Santissima Annunziata, agli arresti domiciliari per violenza sessuale su 8 donne, madri dei suoi piccoli pazienti, e di corruzione in concorso con quattro informatori medico-scientifici della Dicofarm e della Mellin, anche questi agli arresti a casa. Il consulente della procura con uno speciale mezzo dovrà «scaricare» tutti i contenuti dei cellulari e dei computer degli indagati, già sequestrati, compresi quelli dei 16 indagati, medici e informatori scientifici.
C’erano gli avvocati di tutti gli indagati ieri mattina nella stanza della sostituto procuratore Campo che ha concesso 90 giorni al proprio consulente per estrapolare i contenuti relativi al tema dell’indagine soprattutto relativamente alla presunta corruzione messa in atto dal Sabatino e dagli informatori scientifici che elargivano e promettevano soldi per piazzare i loro prodotti, prevalentemente latte in polvere e vitamine. Ad affiancare Ortolano sarà l’ingegnere informatico Paolo Reale, noto per essere stato il consulente informatico della famiglia di Chiara Poggi, la ragazza assassinata sette anni fa a Garlasco, della quale è anche cugino. L’ingegnere è stato nominato da uno degli indagati Gabriele Bellia, responsabile amministrativo della Dicofarm spa e comunque rappresenterà le ragioni di tutti gli informatori scientifici coinvolti nella inchiesta Marco D’Errico, Luigi Leccese e Antonio de Panfilis.
L’incarico trova a monte il precedente affidamento di consulenza dato allo stesso Ortolano per quel che riguarda i computer e tutto il sistema informatico della Dicofarm, sempre relativamente agli atti di indagine sul caso Sabatino, un lavoro che comporta un tempo relativamente breve, pensato proprio per non bloccare l’attività lavorativa dei soggetti coinvolti. Ma i novanta giorni probabilmente per l’alto numero di indagati non saranno sufficienti all’esperto.
Intanto il professor Sabatino e i quattro informatori scientifici sono ancora agli arresti domiciliari.
L’indagine è stata avviata dai carabinieri dei Nas, coordinati dal capitano Marcello Sciarappa, in seguito a un esposto inviato alla Asl di Chieti da parte di alcune donne,madri dei piccoli pazienti in cura da Sabatino,che denunciarono molestie sessuali da parte del primario. La dirigenza della Asl ha girato la denuncia ai carabinieri che in base a concreti indizi di colpevolezza hanno chiesto e ottenuto dal giudice l’autorizzazione a sistemare telecamere e intercettare il cellulare del professore. E da qui che gli investigatori sono venuti a conoscenza di presunti rapporti illeciti del primario con alcuni informatori scientifici. Secondo il Gip Paolo Di Geronimo, che poi ha firmato gli arresti, il professore concordava tangenti con gli informatori farmaceutici della Dicofarm e della Mellin in cambio della prescrizione dei propri prodotti in occasione delle dimissioni dei neonati dal reparto da lui diretto. Gli inquirenti quindi decisero di allargare le intercettazioni anche nei confronti degli informatori. Dalla analisi delle telefonate venne confermato, a detta dell’accusa, il sistema corruttivo in atto tra il primario e gli altri 4 indagati e da queste sono venuti fuori i nomi degli altri 16 medici e informatori anch’essi indagati.

