Tangenti sulle tumulazioni Il pm chiede 10 condanne

14 Luglio 2022

Vasto. Dura requisitoria del procuratore Di Florio al processo sull’“Eterno riposo” Nei guai anche i cittadini che, secondo l’accusa, pagarono per ottenere i servizi

VASTO. Cinque anni e due mesi di reclusione per il dipendente comunale Luisito Lategano, tre assoluzioni e 9 condanne con pene che variano da un anno e due mesi a otto mesi per 12 cittadini. È quanto chiesto al termine di una lunga e analitica requisitoria, dal pm Giampiero Di Florio per gli indagati al processo scaturito dall'operazione "Eterno riposo" su presunte tangenti al cimitero. Forte di decine di riscontri probatori e altrettante testimonianze, l'accusa non ha avuto esitazione nel richiedere dieci condanne al collegio di giudici formato dal presidente Bruno Giangiacomo e a latere Stefania Izzi e Michelina Iannetta. Le assoluzioni sono state chieste per A.B. e N.C., assistiti dall'avvocato Maria Luisa Saraceni, ed R.F., assistito da Luigi Stampone. Altri 9 cittadini, per Di Florio, avrebbero ottenuto tumulazioni, estumulazioni e altri favori pagando. Secondo quanto sostenuto dal procuratore della Repubblica le somme oscillavano dai 150 ai 700 euro. Il Comune si è costituito parte civile e, rappresentato dall'avvocato Nicolino Zaccaria, ha chiesto un equo risarcimento danni.
A difendere Lategano è l’avvocato Antonello Cerella. Fiorenzo Cieri, Maria Nicola Zaccardi, Massimiliano Baccalà, Vittorio Melone, Donatella Monaco, Concetta Di Risio, sono alcuni dei numerosi legali che difendono i cittadini e che il 10 ottobre cercheranno di dare un'interpretazione lecita al comportamento dei loro assistiti.
L'operazione “Eterno riposo” è stata una delle vicende più inquietanti accadute a Vasto negli ultimi anni. Fu un cittadino, V.D.A., il primo a denunciare in commissariato quello che accadeva nel cimitero vastese. A lui erano stati chiesti soldi per spostare altre salme e fare posto alla mamma. All'inizio gli indagati erano 17. Un anno fa due ex dipendenti comunali patteggiarono la pena di 2 anni di reclusione. Due beneficiari dei favori cimiteriali, invece, patteggiarono una pena di sei mesi. Lategano e altri 12 cittadini hanno preferito affrontare il rito ordinario. Al procuratore Giampiero Di Florio gli uomini del commissariato hanno fornito documenti e riscontri accertati anche all’interno di alcune tombe vicine all’ingresso principale del cimitero. Gli agenti, scesero addirittura sotto terra per verificare le tumulazioni. Dalle indagini emersero tumulazioni spesso pilotate e soprattutto “costose”. Oltre ad aver versato del denaro, i cittadini rischiano anche di essere condannati e di dover risarcire il Comune. Lategano, da parte, sua ha sempre negato di avere preteso o indotto i cittadini a versare denaro per tumulazioni, esumazioni e trasferimento delle salme.
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