Tanta ironia, ma anche la protesta
Sono 20mila i tagliandi, ben 134 votano «contro la vecchia politica»
CHIETI. Schede trasformate in organetti, ripiegate più volte su se stesse, e pacchi di tagliandi che indicano il nome dello stesso candidato a sindaco imbucate nell’apposita urna senza neppure una piega. C'è chi ha voluto dare un tocco di creatività ritagliando la carta con forbici dalle lame zigrinate e chi, forse per rendere il voto ancora piu segreto, ha spillato la scheda con la cucitrice. Tanti nomi conosciuti, altri un po’ meno e in alcuni tagliandi emerge la natura ironica e quella polemica del teatino doc. I tagliandi sono stati 20mila. C’è chi ha votato «il presidente Febbo» scrivendo accanto anche un «viva la Repubblica di Salò». C’è chi si è divertito a dare il voto a Di Primo firmandosi Antonio Razzi.
Un altro «elettore» ha invece votato Febo firmandosi Umberto Di Primio. L’iniziativa del Centro ha dato voce anche a quei cittadini che di politica, almeno quella di «stampo antico» non ne vogliono più sapere. E così il voto è diventato un’occasione non per eleggere qualcuno ma per dire chiaramente no a un sistema politico ritenuto anacronistico sorpassato. Sono state bel 134 le schede arrivate in redazione che riportavano la frase «Contro la vecchia politica». Tutte imbucate allo Scalo. Un numero discreto che supera, nella maggior parte dei casi, i voti attribuiti a esponenti politici cittadini che militano nel centrosinistra o nel centrodestra.Qualcuno si è limitato a votare «centrosinistra» senza però indicare nessun nome che possa incarnare la figura di primo cittadino di Chieti. Bassa la percentuale dei non so. Ci sono stati solo 8 lettori che hanno imbucato una scheda bianca.(y.f.)

