Targa premio a Nicol, l’Alfiere del lavoro

4 Novembre 2021

Festa in Comune. La studentessa con media 9,86 in 5 anni di liceo: studio per piacere, non per il bel voto

LANCIANO. «Nicol ha sempre studiato per sé stessa, perché le piace, per sapere, e non per una interrogazione o per avere un bel voto». È mamma Antonella, commossa, a svelare il segreto che ha portato sua figlia Nicol D’Amelio a ricevere martedì al Quirinale il titolo di “Alfiere del lavoro 2021” dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e ieri una targa da parte dell’amministrazione comunale per il prestigioso riconoscimento ai meriti scolatici che riempi di orgoglio l’intera città. «Organizzato dalla Federazione nazionale dei cavalieri del lavoro, il premio è assegnato ai 25 migliori studenti d’Italia in base a dei criteri ben definiti che riguardano il rendimento scolastico. E quello di Nicol è stato incredibile dalle medie», dice il sindaco Filippo Paolini, «siamo felici per questo prestigioso riconoscimento che premia il lavoro dei ragazzi, che è studiare». Una media di 9.86 nei 5 anni di liceo classico chiusi a luglio con 100 e lode all’esame di Stato, preceduti dal 10 fisso alle medie e alle elementari, ma guai a chiamarla secchiona.
Tailleur nero, occhi azzurri vispi, determinata, Nicol ha raccolto i frutti di tanto studio, fatto però per piacere. «Mi è sempre piaciuto studiare e l’ho fatto con tenacia e costanza solo per me stessa, per soddisfare la mia voglia di conoscenza», spiega. «Era una parte della mia giornata, il mio “lavoro”, ma il resto del tempo ero con le mie amiche. Una vita come tante». «Conosco Nicol», aggiunge l’assessore alla cultura Danilo Ranieri, «e questo riconoscimento è un premio alla sua carriera scolastica ma anche ai valori di una famiglia umile, di lavoratori. Papà Lindo oggi non c’è perché impegnato al frantoio (ci sono mamma Antonella, nonna Nicoletta e zio Davide, ndc) e lei stessa ha lavorato nel ristorante dello zio. È un premio ai valori che incarna».
E che emozione ricevere l'onorificenza da Mattarella. «Indescrivibile», riprende Nicol, «la mia non era agitazione ma gioia pura di vedere riconosciuti i miei sforzi e devo molto al liceo classico per aver raggiunto questo traguardo. È una scuola che ti forma tanto». Ed è la vicepreside del classico, Grazia Contini, orgogliosa per il risultato della studentessa, a ricordare che il liceo ha anche ampliato l’offerta formativa col nuovo indirizzo bio-medico. «Continuo con le materie umanistiche», chiude Nicol, «ho scelto Lettere moderne a Bologna per poi fare la giornalista, per ora». (t.d.r.)
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