Tari, il M5S va alla Corte dei conti

Argenio: il bilancio può essere falsato da un’entrata di 2 milioni di euro non dovuta
CHIETI. Sette pagine di osservazioni e richieste di chiarimenti sugli aumenti delle bollette Tari a cui il collegio dei revisori dei conti non ha mai risposto. La lettera, a firma del capogruppo M5S Ottavio Argenio, è stata spedita il 23 luglio. Eppure si tratta di rendere conto di una cifra di quasi 2 milioni di euro (precisamente 1.942.399 euro) inseriti in bilancio e richiesti ai cittadini che, infatti, si sono visti arrivare bollette più salate. C’è addirittura la possibilità che, di questa cifra, più della metà (1.234.932,11 euro) sia già stata fatta pagare nel 2017 ai cittadini che con le bollette di quest’anno, dunque, starebbero pagando due volte l’immondizia. La questione era stata già sollevata anche dai consiglieri di maggioranza Mario De Lio e Roberto Melideo, anche loro in attesa di spiegazioni dai revisori. I due, che per questo motivo sono finiti tra i dissidenti della maggioranza, sono riusciti finalmente a ottenere che i revisori dei conti si interessino della faccenda, grazie anche alla mediazione del sindaco Umberto Di Primio, che ha tutta l’intenzione di riportare in maggioranza i due dissidenti.
«A prescindere da quel che risponderanno i revisori dei conti», dice Argenio, «la mia intenzione è di sottoporre la questione alla Corte dei conti perché sono certo che è stata commessa una grave irregolarità. Non si tratta solo di aver fatto pagare ai cittadini di Chieti due volte gli stessi importi (quelli relativi ai maggiori oneri 2013-2016 caricati sia nel 2017 che nel 2019) ma di aver falsato il bilancio di previsione (2 milioni di euro di entrate in più) e di aver aggirato tutte le regole contabili previste dal Tuel che impongono agli enti o di modificare le tariffe (entro il 31 luglio), o di procedere al riconoscimento dei debiti fuori bilancio. Spalmare i maggiori oneri (peraltro ben noti da diversi anni...) su uno o più anni successivi non è infatti consentito da nessuna norma».

