Tari, l’opposizione porta il caso alla Corte dei conti e all’Anac

Costa (Forza Chieti) insiste: «L’indirizzo dato dal consiglio comunale è stato stravolto dalla giunta» La minoranza come “Liberi a sinistra”: andavano riassorbiti gli ex dipendenti della Teateservizi
CHIETI. La ripartenza della riscossione al Comune di Chieti va a finire sul tavolo della Corte dei conti e dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac). Come annunciato nell’ultimo consiglio comunale, il consigliere Maurizio Costa (Forza Chieti) segnala ad Anac e Corte dei conti quelle che a suo avviso sono irregolarità commesse nell’avvio della riscossione della tassa sui rifiuti (Tari).
«Mi sono sentito in dovere, in rispetto delle mie responsabilità di consigliere comunale», dice Costa, «in relazione alla approvazione della delibera Tari, di dare seguito a quanto avevo annunciato in consiglio comunale, inviando tutta la documentazione relativa a questo provvedimento, alla Corte dei conti e all’Anac. Non si può stravolgere l'indirizzo dato dal consiglio comunale con una delibera di giunta dove si parla di “supporto esterno” all’attività di riscossione, supporto che in realtà nella successiva determina diventa chiaramente un affidamento di circa centomila euro a una società, la Mercurio Riscossioni, che svolgerà tutto il lavoro che svolgeva la ex Teateservizi. Una valutazione che è stata fatta propria anche da una parte della maggioranza che si è unita alla richiesta di chiarimenti su tutta la vicenda». Il riferimento di Costa è ai tre consiglieri di maggioranza di “Liberi a sinistra” che sull’operazione hanno posto otto domande in consiglio comunale, insistendo sugli stessi punti di Costa. «Mi chiedo», continua il consigliere, «perché le professionalità di cui si disponeva con i dipendenti della Teateservizi non sono state prese in considerazione? Forse perché era già scritto che non si voleva riprendere quei dipendenti al lavoro? Intanto capita che il Comune spenda centomila per un servizio che era a costo zero in quanto la ex società non veniva pagata ma bensì si finanziava autonomamente con l’aggio all’1,5%. Mi chiedo ancora: i soldi in parola sono stati individuati con fondi comunali dall’ufficio ragioneria? Se così fosse mi risulta decisamente strano che l’ufficio ragioneria abbia una simile somma in un Comune in dissesto come il nostro». (a.i.)
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