«Tari, le bollette sono gonfiate»

16 Giugno 2019

De Lio chiede verifiche, Argenio rilancia: chiesti due milioni in più

CHIETI. Bollette Tari gonfiate con aumenti non dovuti. Quasi 2 milioni di euro, chiesti ai contribuenti in tre anni, che non si potevano caricare in bolletta. È la tesi portata avanti da due partiti, uno di maggioranza e uno d’opposizione. Per la maggioranza è l’Udc che scopre il problema e chiede al sindaco di verificare. Dall’opposizione, il M5S arriva alle stesse conclusioni dell’Udc e non ha bisogno di ulteriori verifiche. Ed entrambi pensano che gli aumenti illegittimi concorrono a falsificare il bilancio. Ma se il M5S dall’opposizione non ha problemi a non votare il bilancio, per l’Udc è un’altra storia. E così il voto sul bilancio, che prevede responsabilità patrimoniali da parte dei singoli consiglieri, diventa ancora più a rischio.
Gli aumenti Tari sono in parte determinati dal fatto che sulle bollette, per tre anni, è stata spalmata la richiesta di quasi 2 milioni di euro, dovuti a Formula Ambiente per i maggiori oneri di smaltimento dell’organico. Dal 2013, infatti, l’impresa non può più mandare l’umido nella vicina discarica del Civeta ed è costretta ad andare fuori regione. Per questa operazione, dal 2013 al 2018 Formula Ambiente spende 1.942.399 euro. Quasi 2 milioni di euro che il Comune carica sulle bollette dei contribuenti, suddividendoli in tre anni, dal 2019 al 2021. Ma per Mario De Lio (Udc) e per Ottavio Argenio (M5S) commette un errore. Sia perché i maggiori costi di smaltimento dal 2013 al 2016 erano già stati spalmati sulle bollette del piano tariffario Tari del 2017 per 1.234.932 euro. Sia perché, a norma di legge, sul piano tariffario del 2019 si può caricare solo ciò che riguarda il 2018 e non il pregresso. Sta di fatto che, in questo modo, «a causa di un errore materiale», dice De Lio in una lettera indirizzata agli altri consiglieri, «l’importo per oneri pregressi è stato inserito nei piani finanziari sia del 2017 che del 2019. Ed è dunque richiesto ai cittadini due volte».
Il sindaco Umberto Di Primio ha preso l’impegno di far verificare tutto ai suoi uffici e, se fosse confermato, ha promesso di ridurre gli aumenti, ma solo a partire dal 2020. De Lio ha chiesto una relazione scritta prima del voto di domani sul bilancio che, però, sino a ieri non era ancora arrivata. Argenio, dal canto suo, è convinto che «l’errore» renda illegittimo non solo il piano finanziario Tari, ma tutto il bilancio, di cui quel piano fa parte. (a.i.)