Tari, le tariffe non calano È scontro sulle bollette

31 Luglio 2020

La tassa sui rifiuti riaccende il dibattito tra amministrazione Pupillo e l’opposizione La minoranza: nessun aiuto alle famiglie. L’assessore: le agevolazioni ci saranno

LANCIANO . Saranno applicate le tariffe dello scorso anno sulla Tari, la tassa comunale sui rifiuti, tra le imposte più gravose per i cittadini nel corso dell'anno. Le tariffe, tra le più basse d'Abruzzo, come ha più volte rimarcato l'assessore alle Finanze, Carlo Orecchioni, rientrano nel regolamento di disciplina di applicazione della tassa, approvato mercoledì in sede di consiglio comunale e terranno conto di alcune agevolazioni per le utenze non domestiche che hanno dovuto sospendere l'attività nel periodo di lockdown imposto dal Covid-19. In queste settimane i cittadini dovranno pagare l'imposta, divisibile in tre rate, relativa al 70% del totale. Il restante 30% assieme ad un conguaglio deciso dall'autorità governativa, arriverà a dicembre. «Per allora», rimarca Orecchioni, «sapremo a quanto ammontano le agevolazioni previste dal Governo e potremo applicarle per la restante quota da pagare».
Ma in aula di consiglio la minoranza è critica. «L'applicazione delle tariffe Tari», rimarca Gabriele Di Bucchianico, Fratelli d'Italia, «mette in mostra una maggioranza confusa e senza progettualità. Come se ci trovassimo in un periodo qualunque degli ultimi 20 anni. Invece stiamo attraversando la crisi economica più dura dal dopoguerra. Nessuna eccezione e nessun aiuto alle attività commerciali, nessuna riduzione delle tariffe non domestiche, nessun aiuto alle associazioni di promozione sociale e niente di niente alle organizzazioni di volontariato. Una giunta sorda e indifferente. Continuiamo ancora a pagare 387.000 euro/mese di soldi pubblici ad Ecolan per un servizio di cui gli imprenditori non hanno usufruito nel periodo del lockdown In altri Comuni tutto questo è stato possibile a Lanciano no».
«Già lo scorso anno abbiamo contestato le tariffe», fa notare Tonia Paolucci, capogruppo di Libertà in azione, «che ritenevamo troppo alte e che scontano un errore tecnico e umano avvenuto nel 2017 a cui non si è ancora posto del tutto riparo per numerose categorie di utenze non domestiche. Inoltre, in un periodo di piena crisi come questo, nel più totale silenzio e indifferenza dell'amministrazione, la società dei rifiuti EcoLan, ha avuto il tempo per bandire un concorso da direttore generale a tempo indeterminato che fa passare lo stipendio percepito dalla figura amministrativa da 102 a 120mila euro annui. Soldi che gravano sul costo del personale che a sua volta grava sulle tasche dei cittadini e le tariffe Tari che aumentano».
«Durante il lockdown e immediatamente prima e dopo», chiarisce l'assessore Orecchioni, «questa amministrazione ha deciso di sospendere i tributi locali. Ma i servizi sono stati svolti ugualmente, e il costo è stato sostenuto dal Comune. Ora non possiamo più permettercelo. Agevolazioni saranno previste col conguaglio e abbiamo previsto anche l'esenzione Tari per le società sportive per la parte degli impianti dove si svolge attività sportiva».