Tariffe per lo stadio Angelini, è scontro tra società e Comune

26 Settembre 2021

I gruppi di atletica e la compagine di calcio femminile contestano i costi alle stelle dell’impianto «Così non possiamo portare avanti l’attività». L’assessore: «Ci atteniamo alle disposizioni di legge»

CHIETI . Dopo il Chieti calcio maschile anche quello femminile e le società di atletica protestano per le tariffe alle stelle imposte dal Comune per usufruire dello stadio Angelini. Le società sono in rivolta, ma da Palazzo di città l’assessore allo sport Manuel Pantalone spiega: «La legge dice che per i servizi a domanda individuale le tariffe devono coprire almeno il 36% dei costi di gestione. È esattamente quello che abbiamo fatto noi».
La Polisportiva Tethys Chieti, l’Atletica Pietro Mennea e la Runners Chieti rischiano di dover ridimensionare, se non chiudere, la loro attività sportiva sul territorio. Sono le stesse società di atletica a lanciare l’allarme: «Ci troviamo in difficoltà nel programmare e sostenere l’attività agonistica dei numerosi atleti di spicco nel panorama nazionale a causa delle nuove tariffe imposte dall’attuale amministrazione comunale», fanno sapere. «L’aumento medio del 350% delle quote, oltre all’inserimento di nuove tariffe che andranno a pesare sulle tasche delle famiglie degli atleti, costringeranno le società ad una drastica riduzione delle attività, con relativa perdita di tecnici e atleti». Ad aggravare la situazione «c’è il fatto che l’incremento delle spese è dovuto principalmente ai costi di manutenzione del manto erboso che però», dicono le associazioni, «su disposizione comunale da tempo non può essere utilizzato dalle discipline dei lanci». E poi c’è il nodo degli atleti di interesse nazionale, ovvero quelli che vestono la maglia azzurra in competizioni internazionali. «Altrove sono considerati meritevoli di un trattamento quantomeno non aggravato da richieste pecuniarie, dato il lustro che portano agli impianti e alle città in cui si allenano. Qui no. Quindi se la situazione dovesse rimanere immutata», concludono le società, «Chieti perderà nel prossimo futuro atleti e tecnici di fama nazionale».
Anche il Chieti calcio femminile, atteso oggi dalla partita di ritorno del primo turno di Coppa Italia contro il Pescara, protesta per i costi dello stadio. Tanto che la partita si giocherà al campo sportivo Lupi di Manoppello: «Siamo costretti ad emigrare e ci dispiace molto», commenta il tecnico Lello Di Camillo. «Siamo stati presenti all’ultima riunione al Comune di Chieti e pagare una partita di calcio almeno mille euro non è bello per una squadra della città. Accettiamo comunque il tutto». L’assessore Pantalone difende le scelte dell’amministrazione: «Abbiamo usato il limite minimo di legge», dice. «Tutto ciò che veniva fatto prima sarebbe stato fuori legge. Veniva coperto solo il 6% ma oggi siamo chiamati ad affrontare un piano di riequilibrio», aggiunge, «e non possiamo presentarne uno con delle tariffe che sono del 30% sotto quello che ci viene imposto».