«Tarsu , fu illegittimo nel 2013 aumentare il tributo»

LANCIANO. Le tariffe Tarsu per il 2013 non potevano essere aumentate. Lo ha stabilito una sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la delibera del Comune di Carovigno, nel Leccese, il quale...
LANCIANO. Le tariffe Tarsu per il 2013 non potevano essere aumentate. Lo ha stabilito una sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la delibera del Comune di Carovigno, nel Leccese, il quale nel 2013 aveva deciso di non applicare la nuova tassa, la Tares, e di prorogare la Tarsu. Una possibilità, concessa dal legislatore, che all’ultimo momento (era novembre) era stata colta anche dal Comune di Lanciano, alle prese con un ulteriore taglio di un milione di euro da parte dello Stato. Con un proprio emendamento, la maggioranza modificò la delibera del consiglio comunale sulle nuove tariffe Tares, ripristinando la vecchia Tarsu anche per il 2013. L’emendamento conteneva l’indicazione di aumentare le tariffe, rispetto all’anno precedente e per coprire i costi del servizio, del 19% per le abitazioni e del 33% per le categorie produttive. Il Consiglio di Stato, pronunciandosi sull’appello del Comune di Carovigno alla sentenza del Tar di Lecce che aveva dato ragione a un’associazione di albergatori locali, stabilisce che quegli aumenti non potevano essere fatti. «Il legislatore», dice la sentenza, «ha riconosciuto alle amministrazioni locali la possibilità di applicare anche nel 2013 lo stesso regime impositivo del 2012, con l’ulteriore specificazione che la copertura dei costi eventualmente non coperti dal gettito del tributo avrebbe dovuto essere assicurato attraverso risorse diverse dai proventi Tarsu, derivanti dalla fiscalità generale». Un pronunciamento che potrebbe applicarsi anche al Comune di Lanciano come nota l’esperto di fisco, Francesco Paolo D’Orsogna. «La sentenza ha contenuto generale e, a mio avviso, ha efficacia erga omnes», sostiene il professionista in pensione, che ha già un contenzioso con l’ente sul conguaglio Tarsu-Tares, «il Comune ha riscosso circa un milione di euro non dovuto dai cittadini di Lanciano. L’amministrazione comunale potrebbe revocare la delibera in autotutela oppure i cittadini potrebbero fare istanza di rimborso, da impugnare, in caso trascorressero 90 giorni, davanti alla commissione tributaria provinciale. Mi metto a disposizione per preparare le istanze gratuitamente».
Stefania Sorge
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