Tarsu, il Comune impugnerà tutte le sentenze

Caos aumenti, l’ente è pronto a difendere le sue scelte. Pupillo: le tariffe potevano essere aumentate
LANCIANO. «Il Comune non ha incassato alcun tesoretto: i 990mila euro di cui parla l’opposizione sono serviti a coprire i costi del servizio. Quella dell’amministrazione è stata una scelta etica e di equità». Torna a ribadire la correttezza degli aumenti delle tariffe Tarsu 2013 il sindaco Mario Pupillo, e per l’occasione richiama accanto a sé l’assessore dell’epoca, Valentino Di Campli. «Quei soldi fanno parte del budget totale della tassa per lo smaltimento rifiuti», sottolinea il primo cittadino, «non sono somme incassate in più. Di fronte a una tassa iniqua, qual era la Tares, abbiamo compiuto una chiara e netta scelta politica tornando alla Tarsu». A farne le spese sarebbero state in particolare alcune categorie: ristoranti, pizzerie e pub avrebbero pagato 2.331 euro per 131 metri quadrati contro i 963 poi sborsati con la Tarsu; fruttivendoli e fiorai 1.395 euro per 61 metri quadrati contro 300 euro della Tarsu. «L’unica categoria che ci avrebbe guadagnato sarebbe stata quella delle banche», nota Pupillo. «Era un momento di grande anarchia e caos tributario», ricorda Di Campli, «ma nessuno ha toccato le tasche dei cittadini oltre quello richiesto. Si tratta di una tariffa che serve a coprire i costi del servizio».
E l’oggetto del contendere si trova proprio qui. «I criteri della tassa prevedevano già la copertura al 100% del servizio, quindi le tariffe potevano essere aumentate», spiega il dirigente del settore finanze Paolo D’Antonio, «i Comuni che non prevedevano la copertura totale dovevano attingere alla fiscalità generale». «È un cavillo burocratico che difenderemo in Cassazione e davanti alla commissione tributaria», annuncia Pupillo. Finora il Comune non si è costituito in giudizio per un disguido tecnico, ma le sentenze di primo grado, che finora hanno visto soccombere l’ente, saranno tutte appellate. «Nel 2013, nonostante questi aumenti», ricorda l’attuale assessore Carlo Orecchioni, «la tariffa rifiuti era di 132 euro pro capite: decisamente inferiore a città come Pescara, 232 euro, Chieti, 222, Vasto, 184, e Ortona, 167». «Se Lanciano è la città in Abruzzo dove le piccole e medie imprese festeggiano il “Free Tax Day” prima di tutte le altre città della regione e dove si registra la Tari più bassa d’Abruzzo tra le città medio grandi», conclude il sindaco, «lo dobbiamo alle nostre scelte politiche che oggi confermiamo».
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