Tartarughe voraci nel laghetto della Villa

Vasto. Al via la manutenzione della vasca: spostati 65 esemplari. I volontari Geav: «Mangiano i pesci»
VASTO . È stata chiusa ieri mattina, il tempo necessario per consentire lo svuotamento e la bonifica del laghetto artificiale da parte della ditta incaricata della cura e manutenzione della villa comunale. L’intervento ha richiesto lo spostamento di diverse specie faunistiche, tra cui 65 tartarughe del genere Trachemys scripta, inserita nell’elenco delle 100 tra le specie esotiche invasive più dannose al mondo.
La chiusura temporanea della villa, decisa con una ordinanza del sindaco Francesco Menna, si è resa necessaria per consentire l’impiego di mezzi e persone da parte della ditta Blue star srl che dovranno operare nell’area circostante il laghetto impegnando anche i passaggi pedonali adiacenti. Il parco sarà nuovamente interdetto alla libera fruizione lunedì prossimo fino al completamento dell’intervento non più rinviabile alla luce delle condizioni critiche del laghetto il cui livello di acqua si era notevolmente abbassato.
«Lo spostamento temporaneo, effettuato alla presenza dei militari del nucleo carabinieri forestale di Pescara, delle tartarughe Trachemys scripta nella fontana contigua è stato necessario per consentire la manutenzione e la ripulitura del laghetto», evidenzia l’assessore ai Servizi Manutentivi, Gabriele Barisano.
«Il Comune di Vasto nel 2018 ha proceduto alla denuncia di possesso, prevista, per 65 esemplari di Trachemys scripta, così come previsto da una recente normativa».
Le tartarughe, che a suo tempo sono state numerate e catalogate, verranno reimmesse nel laghetto dopo gli interventi.
Nelle scorse settimane diverse sono state le segnalazioni dei cittadini sulle condizioni igieniche dello stagno le cui acque putride e melmose ospitano le tartarughe esotiche.
Le testuggini – che stando al racconto di alcuni volontari Geav (Guardie ecologiche ambientali) avrebbero divorato i pesci presenti nel laghetto della villa comunale – vennero rinvenute l’anno scorso durante gli interventi di ripulitura.
In quella occasione l’assessore Barisano ipotizzò che fossero state abbandonate nello stagno da cittadini desiderosi di disfarsene dopo averle acquistate nei negozi e lanciò una campagna per l’adozione delle testuggini.
Sta di fatto che quelle tartarughe, considerate invasive e particolarmente voraci, avrebbero messo a loro volta a repentaglio la fauna esistente.
Si tratta infatti di una specie che si adatta bene al nostro clima, compete con quelle locali e prolifera anche in natura causando un serio impatto negativo sulla biodiversità. (a.b.)
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