Tassa di soggiorno ai turisti, scoppia la lite

San Vito. Olivieri (Fratelli d’Italia) si oppone all’approvazione: «Decisione che non ha giustificazioni»
SAN VITO CHIETINO . «Siamo allibiti di fronte alla decisione della giunta comunale di San Vito Bene Comune di istituire la tassa di soggiorno nel nostro paese. Una decisione improvvida, che non ha giustificazioni neanche di bilancio visto che è previsto un introito pari allo 0,5% delle entrate comunali». È il presidente del gruppo Fratelli d’Italia di San Vito Gianni Olivieri ad opporsi all’approvazione, da parte della maggioranza in consiglio comunale, della tassa di soggiorno che sarà pagata da quanti pernotteranno nelle strutture ricettive di San Vito dal 1° giugno. Una tassa che va dai 50 centesimi a notte per massimo 7 notti relativamente alle strutture a 1 e 2 stelle, fino a 1,50 euro per quelle 5 stelle per un massimo di 10 notti, con esenzioni e riduzioni per alcune categorie. È stata voluta dalla giunta con l’intento di fare interventi nel settore senza pesare sul bilancio comunale.
«In un momento in cui la pandemia frena ancora la ripresa e colpisce soprattutto il turismo, le attività alberghiere sono praticamente chiuse o inattive da quasi un anno», riprende Olivieri. «Il decreto Sostegni non riconosce un adeguato indennizzo a tali attività imprenditoriali. Ma la giunta e la maggioranza consiliare di San Vito Bene Comune invece di introdurre incentivi, detrazioni o qualunque altra misura utile ad aiutare gli operatori turistici, invece di promuovere il turismo, favorire la ripartenza e invogliare i turisti a soggiornare nel nostro paese, istituisce la tassa di soggiorno. È una imposta da sempre osteggiata dalle categorie imprenditoriali e produttive del turismo, che può forse avere una valenza per le grandi città d’arte o per le principali mete turistiche, ma non certo per il nostro paese e la cui applicazione nello scorso anno è stata sospesa da moltissimi Comuni italiani proprio per incentivare la ripresa del settore turismo». (t.d.r.)

