Tassa di soggiorno, si vota La partenza è già a rischio

26 Giugno 2018

Il regolamento approda in consiglio tra le proteste, ieri bocciatura in commissione E la data di introduzione potrebbe slittare al 1° agosto. Il M5S: «Troppe criticità»

CHIETI. Arriva in consiglio comunale questa mattina la tassa di soggiorno. E ci arriva tra le proteste: ieri, in commissione Turismo, il regolamento che istituisce la tassa è stato bocciato con il voto contrario dei consiglieri del M5S Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo, del Pd Alessio Di Iorio e Teresa Giammarino e Luigi Febo del gruppo Chieti per Chieti e con la riserva di quasi tutti i consiglieri di centrodestra mentre sono stati soltanto due i voti a favore. A fronte di questa premessa, la seduta di oggi potrebbe riservare sorprese all’amministrazione Di Primio che vuole introdurre la tassa il più presto possibile, già a partire dal 1° luglio prossimo. La data però è ancora un’incognita: il regolamento potrebbe essere cambiato in corsa per dare tempo al Comune di preparare i moduli da consegnare alle attività turistiche e l’entrata in vigore potrebbe slittare al 1° agosto. Di certo, la data di introduzione riportata sul regolamento di 11 pagine, per ora, è sbagliata: all’articolo 1, si dice che «è istituita nel Comune di Chieti a decorrere dal 1° giugno 2018 l’imposta di soggiorno».
Questi sono i costi previsti: per gli hotel 4 stelle, un euro al giorno per i primi 5 giorni e poi gratis; per le altre strutture (compresi i bed & breakfast) si pagheranno 70 centesimi al giorno sempre per 5 giorni. Non pagheranno tutti: la tassa non si applica ai residenti di Chieti, ai minori di 6 anni, a chi pratica terapie riabilitative in strutture sanitarie nel territorio comunale, agli accompagnatori di pazienti ricoverati in ospedale e in altre strutture sanitarie nel territorio comunale (uno per degente), a entrambi i genitori di minorenni ricoverati. Anche gli studenti dovrebbero essere senti. Sconto del 50% per i minori di 14 anni.
Il regolamento prevede che gli albergatori versino al Comune le quote pagate dagli ospiti «al termine del periodo di soggiorno». Sono previste anche sanzioni per «insufficiente o tardivo versamento dell’imposta»: oltre i tre mesi di ritardo, è prevista una sanzione del 30% dell’importo non versato; entro i tre mesi di ritardo, la sanzione è del 15%. Gli albergatori che non informano la clientela della tassa di soggiorno rischiano una multa di 500 euro.
«Avevamo già espresso le nostre perplessità in relazione all’inserimento nel bilancio 2018, del gettito previsto, pari a circa 40mila euro», dicono Argenio e D’Arcangelo, «poiché l’approvazione della tariffa da parte del consiglio comunale è comunque tardiva rispetto al termine ultimo previsto dalla finanziaria 2017 ma, a seguito delle riunioni delle commissioni Bilancio e Regolamento, sono emersi altri profili di criticità: il regolamento identifica il responsabile dell’imposta nel soggetto che gestisce la struttura ricettiva ma il ministero dell’Economia e ha chiarito che tale ruolo non può essere rivestito da albergatori e gestori di hotel e strutture assimilate ma solo da quei soggetti titolari di contratti di locazione breve. I gestori restano», secondo i grillini, «solo agenti contabili sui quali grava l’obbligo di riscuotere la tassa per conto del Comune». Polemica su come saranno usati i fondi: «Traspare chiaramente», accusano i consiglieri M5S, «l’intenzione della giunta di usare i proventi anche per scopi estranei alle attività di promozione turistica o di manutenzione e recupero dei beni culturali e ambientali che risultano connessi con i flussi turistici. Noi avremmo stabilito un ordine di priorità degli interventi magari condividendo le scelte con la Soprintendenza che ha senza dubbio una maggiore esperienza nella gestione e fruizione dei beni culturali. All’amministrazione, invece, interessa solo far cassa per superare le criticità già ampiamente note piuttosto che puntare realmente sull’implementazione del turismo e sulla promozione dell’immagine della città. Il nostro voto in consiglio sarà negativo».