Tassa rifiuti, la prima rata slitta al 30 giugno: le nuove scadenze

20 Aprile 2020

Ecco il piano del sindaco Di Primio e dell’assessore Luise per andare incontro a cittadini e imprese I cassintegrati e i titolari delle attività chiuse per l’emergenza avranno tempo fino al 30 settembre

CHIETI. Si avrà tempo fino al 30 giugno per pagare la prima rata della tassa sui rifiuti (Tari). È questa la novità più importante contenuta nel piano pensato dal sindaco Umberto Di Primio e dall’assessore alle finanze Valentina Luise per andare incontro a cittadini e imprese in tempi di coronavirus. Un ulteriore slittamento è previsto per i titolari delle attività rimaste chiuse a causa dei provvedimenti del governo e per i cassintegrati: la prima scadenza è fissata al 30 settembre. Il documento verrà portato in giunta già in settimana. Ma servirà anche l’approvazione del consiglio comunale per considerarlo valido.
LO SCENARIO. «Ogni nostra decisione», è la premessa del sindaco, «deve essere responsabile rispetto al bilancio comunale. È inutile prendere in giro i cittadini prospettando soluzioni non realizzabili o che possano provocare un danno erariale. Tanto per essere chiaro: la legge impedisce di eliminare la Tari. Noi siamo gli amministratori di questa grande azienda che si chiama Comune e non possiamo certo farne scempio per soddisfare richieste sospinte da persone che non sanno neppure di cosa parlano, come alcuni rappresentanti di categoria. Al tempo stesso abbiamo pensato una serie di misure per andare incontro ai contribuenti. Molto, però, dipenderà dai finanziamenti che arriveranno dal governo».
LE NUOVE SCADENZE. Sono confermate le cinque rate, ma cambiano le scadenze. Ecco le nuove: 30 giugno, 31 luglio, 30 settembre, 31 ottobre e 30 novembre. È prevista un’agevolazione per «chi ha subito danni economici per l’emergenza Covid 19», come i cassintegrati e i proprietari delle attività costrette a rimanere con la serranda abbassata: le rate di giugno e luglio verranno inglobate a quelle di settembre e ottobre. «L’appello», dice l’assessore Luise, «è al senso di responsabilità di ciascuno: chi è obiettivamente nelle condizioni di pagare è giusto che lo faccia rispettando le scadenze e non usufruendo del differimento».
LE PREVISIONI. «L’Anci, l’associazione nazionale comuni italiani, stima minori introiti che oscillano tra il 23 e il 30% per ragioni legate al coronavirus», aggiunge Di Primio. «A questo importo, purtroppo, dobbiamo aggiungere lo zoccolo duro di evasori che a Chieti, per quanto riguarda la Tari, vale quasi il 30%. Se le due cifre si sommassero, è evidente che sarebbe un disastro». Il Comune sta valutando ulteriori interventi, come un contributo economico per le imprese in difficoltà. «È nostra intenzione confrontarci con le associazioni di categoria», sottolinea Di Primio. «Ma è ancora prematuro parlarne».
IL DECRETO. «Restiamo alla finestra», precisa Luise, «per capire cosa verrà inserito nel decreto di aprile in favore degli enti locali. Nel mese di marzo, mediamente, i Comuni hanno avuto minori entrate del 53% per quanto riguarda i tributi e del 22% per quanto riguarda le entrate tariffarie. Significa che i Comuni cominciano a soffrire dal punto di vista della liquidità». Da qui la richiesta di anticipazione di 6 milioni di euro alla Cassa depositi e prestiti, «in modo tale che i nostri fornitori, a partire dalle società partecipate, abbiano garantiti i pagamenti», osserva il sindaco.
L’ALTRO TRIBUTO. Ad oggi le bollette della Tosap, la tassa per l’occupazione di spazi e aree pubbliche, non ancora vengono inviate. «La situazione è in evoluzione, ma daremo indicazioni di far pagare solo il periodo di effettiva occupazione del suolo pubblico», assicura Di Primio.
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