Tassa sui rifiuti, via libera alla stangata

Le famiglie pagano in media 50 euro in più, incrementi ancora più alti per bar, ristoranti, negozi, imprese e artigiani
CHIETI. Via libera agli aumenti della Tari. Il consiglio comunale di ieri ha sancito i previsti rincari della tassa sui rifiuti. Dopo i tira e molla degli emendamenti, tutto è rimasto sostanzialmente uguale: il costo del servizio è aumentato e dunque i residenti dovranno pagare di più. Quanto? I rincari vanno dall’11 al 17%. Quelli più alti riguardano le attività industriali, artigianali e commerciali, ma anche le famiglie si troveranno a pagare una bolletta mediamente più pesante di 50 euro. Per la precisione, pagheranno 50 euro in più le famiglie con quattro componenti. Più il nucleo familiare è grande, più crescono i rincari rispetto all’anno scorso: 60 euro in più se i componenti della famiglia sono cinque e 70 se i componenti sono sei. Aumenti più contenuti, ma solo in valore assoluto non certo in percentuale, se il nucleo familiare è più piccolo: 40 euro in più se i componenti sono tre, 30 euro se i componenti sono due e, infine, 20 euro se in casa abita una sola persona. Per le famiglie gli aumenti vanno dall’11 al 13%. Si sale fino a oltre il 17% per le attività. Sfiora il 18% l’aumento per le industrie: quelle con i capannoni di produzione nel 2018 hanno ricevuto una bolletta di 2.581 euro, tra un po’ ne riceveranno una di 3.044 euro.
Tassa più salata anche per i negozi: abbigliamento, calzature, librerie, cartolerie, ferramenta e altre categorie l’anno scorso hanno pagato 711 euro, quest’anno ne pagheranno 822. Per le edicole, le farmacie e i tabaccai si va dai 342 euro del 2018 ai 397 di quest’anno.
Neanche gli ambulanti possono stare tranquilli: se l’anno scorso avevano pagato 323 euro, ora dovranno dare al Comune 374 euro. Per i banchi al mercato di generi alimentari si va dai 393 euro del 2018 ai 449 euro di quest’anno.
Pagano di più anche i parrucchieri: da 326 euro dell’ultima volta si arriva a 376 euro. Stessa cosa per estetiste e lavanderie. Le attività artigianali (falegname, idraulico, fabbro ed elettricista) partivano dai 605 euro dell’anno scorso ai 699 euro di quest’anno.
I ristoranti, le trattorie, le pizzerie e i pub da 2.619 euro sono arrivati a 3.044 euro. Mense, birrerie e amburgherie da 4.231 euro sono arrivate a 4.916 euro. I bar e le pasticcerie da 1.257 euro a 1.461 euro. La categoria dei supermercati e dei negozi di generi alimentari è passata dai 1.783 euro dell’ultima volta a 2.053 euro di quest’anno. Ortofrutta e fiorai pagavano 1.165 euro e ora dovranno pagarne 1.353 euro.
Chi in assoluto paga di più sono gli ipermercati: nel 2018 la bolletta era di 53.764 euro ora si sale a 56.452 euro.
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