Tassati 10mila passi carrai compresi quelli abusivi

Entro il 30 novembre i proprietari di aree che facilitano l’accesso dei veicoli dovranno autodenunciarsi. Poi partirà la fase di verifica della Teateservizi
CHIETI. Il Comune di Chieti mette di nuovo le mani nelle tasche dei cittadini e dopo aver aumentato i costi degli asili nido e dell’acqua, e della Tari (rifiuti), ha deciso di tassare tutti i passi carrabili, autorizzati, non autorizzati e abusivi. L’avviso è pubblicato nell’albo pretorio del Comune e firmato dal direttore della Teate Servizi, Luciano Iezzi.
La tassa di occupazione di suolo pubblico per i passi carrabili è stata decisa con delibera approvata nel consiglio comunale dello scorso 30 luglio. Ed è una novità assoluta che scatenerà la protesta di molti sia di quelli che hanno pagato per avere l’autorizzazione a usare esclusivamente l’accesso alla propria proprietà privata indicata da un cartello di divieto di sosta e sia per quelli che hanno scelto di non chiedere l’autorizzazione o perché non usano il passo carrabile o perché accettano che qualcuno possa parcheggiarvi sopra sia i furbetti che senza aver chiesto l’autorizzazione e aver pagato quel minimo di marca da bollo mettono il cartello di divieto di sosta. A Chieti esistono circa 5mila passi carrabili autorizzati e orientativamente altrettanti abusivi. Il Comune li definisce così: sono considerati passi carrabili quei manufatti costituiti generalmente da listoni di pietra od altro materiale o da appositi intervalli lasciati sui marciapiedi o comunque da una modifica del piano stradale intesa a facilitare l’accesso dei veicoli alla proprietà privata, nonché di passi a raso con esposizione di cartelli di divieto di sosta autorizzati.
Sono tenuti all’adempimento i titolari della tassa di concessione o di autorizzazione o gli occupanti di fatto, anche abusivi, di aree pubbliche. Per fare quella che si potrebbe definirsi una sorta di autodenuncia c’è tempo fino al 30 novembre, (in deroga alla scadenza che prevedeva come data ultima il 31 agosto). Entro la stessa data i titolari di passi carrabili, si legge nella comunicazione, devono presentare alla Teateservizi una dichiarazione nella quale si devono indicare tutti i dati che permettano la individuazione del passo carrabile, tramite alcuni stampati che sono disponibili negli uffici della società oppure scaricabili dal sito internet: www.teateservizi.com.
É evidente che in questi tempi di ristrettezze pagare una nuova tariffa non fa piacere. Ma sembra che Chieti sia uno dei pochi comuni che ancora non tassano questo particolare suolo pubblico. É pur vero che chi usa un passo carrabile che è una concessione permanente toglie al suolo pubblico spazi per i parcheggi, ma è anche vero che molti sono proprietari di garage che affacciano su aree pubbliche che di fatto non usano e che di fatto non impediscano che lo facciano gli altri. I proventi delle tariffe ricevute dai passi carrabili sono destinati in modo vincolato a rifare la segnaletica stradale. Qualche hanno fa, nell’intenzione del Comune poi non attuata, di tassare i passi carrabili, si fece una stima a campione sul quanto si sarebbe ricavato se fosse partita e si parlava di circa 300mila euro. Ma se si pensa che per realizzare un solo posto destinato ai disabili ci vogliono 250 euro si comprende la ragione della tassa. Intanto entro il 30 novembre i cittadini proprietari di passo carrabile dovranno auto denunciarsi, dopo tale data da parte della Teateservizi dovrebbe partire la fase di verifica e controllo. Questo per evitare che come al solito paghino solo gli onesti.
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