Tasse al massimo e tagli: il Comune vota il piano

28 Dicembre 2020

La maggioranza è pronta a dare il via libera all’iter per dichiarare il pre-dissesto: «Abbiamo raccolto un’eredità di 56 milioni di euro di debiti: non abbiamo scelta»

CHIETI. La maggioranza del sindaco Diego Ferrara sceglie il pre-dissesto. Con il consiglio comunale di fine anno parte la procedura. «Faremo di tutto per evitare il dissesto», aveva assicurato l’assessore agli affari legali Enrico Raimondi, ma di fronte al pesante esito della ricognizione economico-finanziaria non sembra esserci altra strada che avviare il pre-dissesto. La ricognizione interna sulle finanze dell’ente si era chiusa infatti con un disavanzo di oltre 56 milioni di euro. E ora Ferrara corre ai ripari portando l’iter per il pre-dissesto nella prossima seduta consiliare.
IL CONSIGLIO DI FINE ANNO Il presidente Luigi Febo lo ha indetto per domani pomeriggio alle 17, in prima convocazione, e in seconda per giovedì 31 alle 9. Tre i punti all’ordine del giorno: la proroga, scontata, del servizio di trasporto pubblico urbano alla società Panoramica; la revisione periodica delle partecipazioni (un atto di routine ma che potrebbe essere non così scontato per quanto riguarda la sorte di Teateservizi); la salvaguardia degli equilibri per l’esercizio 2020. È quest’ultimo il punto che riguarda il pre-dissesto. La delibera spiega, infatti, all’oggetto che si tratta del «ripiano maggior disavanzo di amministrazione rendiconto 2019. Provvedimenti riequilibrio. Ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale ai sensi dell’articolo 243 bis, decreto legislativo 267/2000 e al Fondo di rotazione». Il ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale non è altro che il pre-dissesto. L’ente di fronte a un forte disavanzo, in questo caso ereditato dalla precedente amministrazione, per evitare di andare in dissesto, non può fare altro che spalmare la quota di disavanzo negli anni, tentando di ripianarlo nel tempo. Nel frattempo il Comune deve impegnarsi a stringere la cinghia: tagliare le spese il più possibile e alzare le tasse. Non se ne esce in altro modo.
RISCHIO DEFAULT Tecnicamente la procedura può essere attivata solo nel caso sussistano squilibri strutturali di bilancio in grado di provocare il dissesto finanziario. E secondo l’attuale maggioranza il Comune è sull’orlo del default. Si legge infatti in delibera: «L’ente patisce una grave carenza di liquidità ed è costretto a ricorrere costantemente all’anticipazione di tesoreria. Le situazioni descritte espongono l’ente al rischio di dissesto finanziario». La massa passiva stimata in delibera è di 57.643.642 euro, debiti che potranno essere ripianati in un massimo di 20 anni. Sarà comunque successivamente il consiglio comunale a dover deliberare il piano di riequilibrio pluriennale. E sul piano bisognerà poi vedere gli effetti del contenzioso, quando le cause arriveranno a sentenza.
DEBITI E POLEMICHE L’intera campagna elettorale è stata scandita dalle polemiche tra chi diceva che il Comune era al limite del dissesto e chi negava questa circostanza. La maggioranza del sindaco Ferrara sosteneva ovviamente che la precedente amministrazione del sindaco Umberto Di Primio aveva lasciato una pesantissima eredità. Qualcuno – come l’ex gruppo consiliare Chieti.Da Capo e Sinistra Italiana – già dall’anno scorso aveva parlato di Comune al dissesto a causa di debiti milionari. L’esito della ricognizione finanziaria voluta dal sindaco a partire dal suo insediamento adesso sembra non aver più lasciato scampo alla nuova amministrazione comunale.