Tasse aumentate, Ferrara incontra i commercianti

Le associazioni categoria sono in fermento: «Adesso vogliamo vederci chiaro» E il Comune risponde all’opposizione: «Basta dire falsità o vi denunciamo»
CHIETI. Mondo del commercio in fermento per gli aumenti varati dal Comune. Ieri il sindaco Diego Ferrara e l’assessore Manuel Pantalone hanno riunito il tavolo sul commercio per presentare il piano di riequilibrio per evitare il dissesto. Al piano, però, sono legati anche gli odiati rincari, doccia gelata per i rappresentanti del commercio che da tempo chiedono al Comune sostegno per la ripresa dalla pandemia. L’amministrazione reagisce promettendo trasparenza: illustra la difficile situazione ereditata – 78 milioni di euro di massa passiva – ed esplica le strategie per la ripresa, assicurando la pubblicazione dell’intero piano di riequilibrio. Molti rappresentanti di categoria sospendono il giudizio e aspettano di vedere le carte. Altri, invece, restano contrari agli aumenti. E intanto, proprio per sgombrare il campo da possibili fraintendimenti, arriva anche una dura replica all’opposizione, con tanto di minaccia di denunce, che il giorno prima aveva criticato i numeri del piano di rientro.
IL COMUNE «Abbiamo innanzitutto ribadito ai partecipanti del tavolo sul commercio la necessità del piano per evitare alla città un nuovo e sicuro dissesto», dicono sindaco e assessore, «al piano dedicheremo a brevissimo anche una sezione del sito del Comune, dove verranno riepilogati e cristallizzati tutti gli atti, le scelte e le iniziative collegate al riequilibrio e i tempi che lo scandiscono». Quanto agli aumenti delle tariffe, «non solo sono contenute, ma sono progressive, nel rispetto, dunque, delle capacità contributive dei contribuenti». Dura la reazione alle critiche di FdI e Udc sul piano di rientro: «Le bugie sul piano di riequilibrio hanno le gambe corte», dicono i capigruppo di maggioranza, «e tuteleremo l’immagine dell’ente nelle sedi opportune, perché non è consentito a nessuno attribuire la commissione di fatti costituenti reato al solo fine di creare confusione e screditare chi oggi amministra». FdI e Udc avevano detto che alcune poste debitorie del piano di rientro potevano essere non veritiere perché non basate su contratti scritti.
IL COMMERCIO Diverse le reazioni dei rappresentanti di categoria. È duro Daniele Giangiulli (Confartigianato): «Abbiamo chiesto trasparenza, non di essere messi al corrente delle scelte solo dopo che sono state prese», dice, «hanno aumentato le tasse per 3 milioni, ma di fronte a 78 milioni di debiti, questi 3 milioni cosa risolvono? Forse non era questa la strada da adottare». Particolarmente critico sulle scelte per i parcheggi Federico Del Grosso (Upa Claai): «Non solo viene aumentato il ticket ma molti parcheggi liberi vengono trasformati in parcheggi a pagamento. In generale, non possiamo essere d’accordo sull’aumento indiscriminato di tutte le tariffe: a conti fatti una spada di Damocle che i cittadini di Chieti dovranno subire per 25 anni». Attendista la posizione di Marisa Tiberio (Confcommercio): «Studieremo bene i documenti», dice, «nel frattempo mi chiedo come sia possibile avere tasse non pagate per 11 milioni di euro». Anche Letizia Scastiglia (Cna) ha intenzione di approfondire prima il piano di rientro e poi esprimersi, «certo è che», sottolinea, «di fronte a un disavanzo di 78 milioni l’alternativa era solo il commissariamento».

