Tasse, i piani dei candidati per cambiare la Teateservizi

Dibattito sulla partecipata che si occupa di riscossione dei tributi e parcheggi a pagamento Al centro delle proposte anche nuove garanzie occupazionali per i dipendenti precari
CHIETI . Garanzie occupazionali per i lavoratori e volontà di rilanciare Teateservizi. Tutti i cinque candidati sindaco della campagna elettorale hanno assicurato che è loro intenzione portare avanti l’attività della società pubblica garantendo una prospettiva di lavoro per la quarantina di dipendenti, 15 dei quali stabilizzati soltanto da un mese dopo aver vinto un concorso per essere assunti a tempo determinato una decina d’anni fa. A chiedere ai candidati cosa volessero fare della società pubblica, finita così tante volte in discussione negli ultimi anni, sono stati i sindacalisti Smeraldo Ricciuti (Confsal Fenal), Giuseppe Rucci (Cgil), e Francesco Battistella (Cisl). Lo hanno fatto nel corso di un incontro che si è svolto ieri nella sede di Teateservizi allo Scalo.
Ad ascoltare sindacalisti e candidati sindaco c’erano molti dipendenti, oltre all’amministratore unico Massimo Marchetti e all’ex amministratore Carlo Festa, ora candidato consigliere con Fratelli d’Italia a sostegno di Fabrizio Di Stefano (centrodestra). A prendere la parola per fare domande insieme agli organizzatori, sono stati i sindacalisti Silvio Di Primio e Alberta Giannini (entrambi candidati a sostegno di Diego Ferrara) e Gabriella Pollio, ex funzionario comunale e moglie dell’ex assessore Vincenzo Ginefra candidato con Paolo De Cesare. Il primo a prendere la parola è stato Ferrara (centrosinistra) che ha detto di vedere nella partecipata «tante potenzialità di miglioramento che sembra assurdo non siano state sinora sfruttate». Poi, parlando dei posti di lavoro a rischio, per la prima volta ha alzato la voce e sbattuto il pugno sul tavolo, assicurando ai dipendenti il diritto al lavoro: «Non sono i dipendenti a dover essere messi in discussione, ma l’amministrazione che ha affidato alla Teateservizi servizi in perdita», ha detto. Poi è stata la volta di Bruno Di Iorio (polo civico), per il quale Teateservizi è «una società di cui non si può fare a meno, perché gestisce servizi che il Comune non può più erogare. Obiettivo primario è salvaguardare i posti di lavoro e garantire la qualità del servizi», ha detto. Ma nell’esprimere la volontà di capire perché Teateservizi presenta tanti problemi, compreso i bilanci non approvati, ha suscitato il malumore della platea alla ricerca di risposte: visto che con Di Iorio si sono candidati quattro consiglieri di maggioranza uscenti, si presupponeva che il candidato fosse a conoscenza della situazione.
Stessa critica rivolta ovviamente anche a Di Stefano. Poi è toccato al candidato 5 stelle Luca Amicone che ha azzardato una frase scomoda: «Forse due società partecipate per un Comune come Chieti sono troppe». Ma poi ha fatto marcia indietro dicendo di non essere in grado di prendere decisioni «prima di vedere tutte le carte». Alle sollecitazioni secondo cui molti dipendenti sono sotto scacco della politica essendo precari, ha risposto dicendo che suo approccio «è completamente diverso», perché il Movimento 5 stelle è «diverso dalla vecchia politica» Per De Cesare (polo civico) il «personale va valorizzato, anche con una stabilità dal punto di vista dei contratti e anche perché ce lo impone la legge. E inoltre, «il personale va professionalizzato, con corsi di formazione, e serve una digitalizzazione che oggi forse manca». De Cesare ha ricordato anche il caso dei politici che non pagavano le bollette e il problema dei bilanci non approvati: «Io voglio voltare pagina», ha detto, «e guardare al futuro con maggior serenità». Infine ha preso la parola Di Stefano che, diversamente da Amicone, è certo che avere due partecipate sia utile per il Comune. Il candidato ha annunciato di voler avviare una ristrutturazione di Teateservizi e di voler garantire i posti di lavoro. Ha detto inoltre di voler «eliminare alcune discrasie, come quella che c’è oggi tra Comune e Teateservizi che spesso si trovano non in parallelo ma in contrasto». Anche per lui, però, «va fatta una verifica approfondita della situazione finanziaria ed economica».

