Tasse, nel mirino oltre settemila evasori

La Teateservizi invia solleciti e ingiunzioni ai “furbetti” della Tari e dell’Imu: da recuperare quasi 6 milioni di euro
CHIETI. Arriva la stangata dell’estate per 7.142 teatini che non hanno pagato le bollette dei rifiuti (Tari) e la tassa sugli immobili (Imu) per un totale di quasi 6 milioni di euro. Stanno partendo in questi giorni le raccomandate della Teateservizi, la società a totale capitale del Comune che si occupa principalmente della riscossione dei tributi: gli utenti che riceveranno le lettere avranno 15 giorni di tempo per mettersi in regola. La partecipata è finita più volte nel mirino del sindaco Umberto Di Primio. «Teateservizi non funziona», ha tuonato il primo cittadino nell’ultimo consiglio comunale. «Noi abbiamo segnalato a più riprese le cose che non vanno. Vogliamo tenerla viva, ma devono essere capaci di lavorare e di produrre, senza aspettare che il Comune invii i soldi: è una società, non un centro di assistenza». «La nostra azienda è un po’ la discarica dei problemi dei settori del Comune», è stata la replica dell’amministratore unico (dimissionario) Giovanni D’Amico, presente in aula con il direttore generale Antonio Barbone.
La prima ondata di atti giudiziari riguarda gli accertamenti relativi all’anno 2017 di Tari (dichiarazioni omesse o infedeli) e Imu (mancato versamento): riceveranno l’ingiunzione 637 utenti per una somma totale di 2.682.458 euro.
Sollecito di pagamento in vista, invece, per chi non ha pagato la Tari 2018: parliamo di 5.174 teatini per un valore complessivo di 2.488.896 euro. I morosi hanno poco da scherzare: per chi non si metterà in regola neanche stavolta, ci saranno prima le ingiunzioni, ossia veri e propri atti giudiziari, e poi le azioni esecutive, come il pignoramento degli stipendi, delle pensioni e dei conti correnti.
La terza tranche di lettere è destinata a 1.331 teatini che hanno ignorato il sollecito per il pagamento della Tari 2017: in questo caso, i mancati introiti nelle casse comunali toccano quota 759.434 euro.
Dopo una recente inchiesta in cui sono rimasti coinvolti due ex dipendenti infedeli che si occupavano della riscossione dei canoni idrici, finiti sotto processo con l’accusa di peculato, la Teateservizi ricorda a più riprese che il pagamento in contanti non è ammesso per nessuna bolletta: «I metodi di pagamento previsti sono il bollettino di conto corrente postale, il bonifico bancario, F24 e l’innovativo servizio online PagoPA, al quale si può accedere dal sito internet www.teateservizi.it».
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